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Camerun, tra Boko Haram e la crisi anglofona

Il nuovo approfondimento sulle situazioni da cui fuggono i migranti giunti in Europa.


di redazione
Categorie: Migranti, Esteri
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La rubrica del nostro Ibrahim Traore per conoscere la situazione nei Paesi africani da cui fuggono i migranti giunti in Europa ci porta in Camerun. L'attuale presidente è al potere ininterrottamente dal 1982. Nel nord si registrano attacchi terroristici di Boko Haram e le proteste dei cittadini anglofoni.

La Repubblica del Camerun confina a nord-ovest con la Nigeria, a nord-est con il Ciad, a sud-est con la Repubblica del Congo e a sud con la Guinea Equatoriale ed il Gabon. La costa del Camerun s'affaccia sul golfo di Guinea, nell'oceano Atlantico.
La popolazione del Camerun ammonta a circa 23 milioni di abitanti. Le città principali sono Douala e Yaoundé. In Camerun sono presenti oltre 250 diverse etnie e gruppi linguistici. Il francese è la lingua principale, ma è molto diffuso anche l’inglese.

Nell'Ottocento lungo le coste del Camerun divennero attivi i commercianti britannici, francesi e tedeschi, che furono tra i primi europei a dare l'avvio all'esplorazione delle zone interne. Con il pretesto di proteggere i loro interessi commerciali, i tedeschi stabilirono il 5 luglio 1848 il loro protettorato del nome di Kamerun.
I tedeschi persero la loro colonia a causa della loro disfatta all'epoca della Prima Guerra Mondiale nel 1918. La Società delle Nazioni assegnò allora due zone limitrofe: la parte orientale, più grande, alla Francia e la zona occidentale all’Inghilterra.

I mandati della Società delle Nazioni furono convertiti nel 1946 e la questione dell'indipendenza divenne un problema urgente nel Camerun francese.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, il movimento dell'Upc (Unione delle popolazioni del Camerun), diretto da Ruben Um Nyobe, rivendicò l'indipendenza e la riunificazione prima di essere vietato e represso dai francesi.

Nel maggio 1957 André-Marie Mbida divenne il Primo Ministro del Camerun.
Il 1 gennaio 1960 il Camerun francese ottenne l'indipendenza dalla Francia sotto la guida del Presidente Ahmadou Ahidjo, e il 1 ottobre 1961 l'ex Camerun britannico si unì con il suo vicino a formare la Repubblica federale del Camerun. Il 20 maggio 1972, un referendum condusse ad un Stato unitario e mise fine al federalismo.

Le dimissioni di Ahmadou Ahidjo arrivarono il 4 novembre 1982, lasciando il potere nelle mani del suo successore costituzionale, Paul Biya.
Paul Biya iniziò la sua amministrazione nel segno di un governo più democratico, ma un fallito colpo di Stato lo portò verso una leadership sullo stile del suo predecessore.

Dall'ottobre del 2016 nel nord del Paese è riscoppiata una "crisi anglofona". Il problema è il risultato del taglio del territorio dalla colonizzazione ad oggi. I gruppi anglofoni chiedono un'autonomia dei loro territori allo Stato.
L'8 dicembre 2016, gli anglofoni hanno manifestato, attraverso le proteste di un gruppo di avvocati, contro l’uso del francese nei tribunali. Una protesta che si è allargata alle scuole e alle università.
Le forze di sicurezza camerunensi hanno sparato in aria e usato gas lacrimogeni in un mercato di Bamenda, la principale città anglofona del Paese e quattro persone sono morte.

Il Camerun deve misurarsi anche con un serio problema di terrorismo. L’ultimo grande attacco è avvenuto a novembre scorso e ha provocato 26 morti. Gli attacchi sono avvenuti in un mercato nella località di Bodo, nel nord del Paese, in una zona dove ha già colpito il gruppo terrorista nigeriano Boko Haram.

Il paese è uno dei pochi del continente a non aver mai subito colpi di stato o un rovesciamento violento del potere, ma il testo del progetto di legge numero 62/PPJL/AN, adottato dall'Assemblea Nazionale e che punisce con la pena di morte chi osa opporsi al governo per qualunque, classifica il Camerun in un potere di tipo dittatoriale.
Dal 4 novembre 1982 a oggi il presidente Paul Biya è ancora al potere in Camerun e una fetta della popolazione gli chiede di lasciare il potere ad una nuova generazione.

Ibrahim Traore


Ascolta l'intervista a Paul e Valerie, cittadini camerunensi

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