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Sui muri e nel mondo è arrivato il Global WarNing

Il progetto sui cambiamenti climatici di Michele Lapini nelle bacheche di Cheap.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente
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Uno dei poster di Michele Lapini

Con un gioco di parole, il cambiamento climatico si trasforma in allarme. La nuova affissione di Cheap è dedicata al "Global Warning". Le foto di Michele Lapini mostrano cause ed effetti del cambiamento climatico in Italia. Il fotografo ai nostri microfoni: "I comportamenti individuali sono importanti, ma bisogna cambiare il sistema capitalistico".

Una foto, a volte, dice molto di più di mille parole e così - mentre in Italia imperversa il dibattito su Greta Thunberg, che assume tratti paradossali - sulle bacheche di Cheap, in particolare quelle di via Irnerio, da qualche giorno campeggiano immagini che raccontano gli effetti concreti (ma anche le cause) del cambiamento climatico in Italia.
Si tratta di "Global Warning", il lavoro del fotografo Michele Lapini, che rientra in un progetto ancora più ampio, chiamato "Antropocene".

Dalle emissioni del polo chimico di Ravenna, a quelle della raffineria nella Val d’Agri in Basilicata, nel giacimento petrolifero on-shore più grande d’Europa, ma anche il cemento che si mangia le campagne nel nostro territorio: le immagini di Lapini individuano bene le ragioni che portano a fenomeni metereologici sempre più violenti. E le conseguenze, sempre immortalate dal fotografo, sono eloquenti: fiumi in secca in primavera o alluvioni, montagne senza neve, stragi di abeti rossi nel nord-est.

"Le scelte individuali sono importanti - sottolinea ai nostri microfoni il fotografo - ben venga ridurre la plastica o fare la raccolta differenziata, ma occorre prendere coscienza che è un problema sistemico. L'impatto che una singola persona può avere sull'ambiente non è paragonabile a tutti i meccanismi del capitalismo e dell'industrializzazione".
Per Lapini, dunque, occorre guardare in faccia i veri responsabili e trovare le soluzioni radicali per fermare la deriva che sta distruggendo il pianeta.

ASCOLTA L'INTERVISTA A MICHELE LAPINI:

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