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Marielle Franco: presi i sicari, la battaglia ora è per i mandanti

Arrestati due ex poliziotti per l'uccisione dell'attivista brasiliana.


di redazione
Categorie: Movimento, Esteri
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Marielle Franco

Domani ricorre l'anniversario dell'uccisione di Marielle Franco, l'attivista lgbt e consigliera comunale brasiliana uccisa per strada il 14 marzo 2018. Ieri sono stati arrestati i presunti esecutori materiali: due ex poliziotti con inquietanti legami con la famiglia Bolsonaro. Ora la battaglia è per arrivare ai mandanti.

È una notizia positiva quella arrivata ieri dal Brasile, dove sono stati arrestati due ex poliziotti, appartenenti alle milizie che operano a Rio De Janeiro, accusati di essere esecutori materiali dell'omicidio di Marielle Franco, l'attivista lgbt, consigliera comunale e rappresentante della comunità delle favelas freddata per strada il 14 marzo 2018.
A due giorni dall'anniversario dell'omicidio, i mercenari Ronnie Lessa e Elcio Vieira de Queiroz sono stati fermati con l'accusa di essere gli esecutori materiali. Le due persone arrestate, in particolare, erano attive e vivevano in un quartiere sul quale insisteva un progetto di speculazione immobiliare criminale a cui Marielle Franco si era opposta.

Nel vasto movimento che chiede verità e giustizia per l'attivista, così come per la vedova e gli altri famigliari, la notizia è stata colta positivamente, ma la partita non è ancora chiusa.
La battaglia più dura, come conferma da Rio De Janeiro il giornalista Luigi Spera, intervenuto ai nostri microfoni, ora sarà quella per arrivare ai mandanti dell'omicidio, che ha a tutti gli effetti un carattere politico per quello che Marielle Franco rappresentava.
"Più che il suo impegno per i diritti umani - sottolinea Spera - Marielle dava fastidio per ciò che rappresentava come persona: era lesbica ed era una della comunità, proveniva dalle favelas".

Domani ci saranno iniziative in ricordo dell'attivista, dove ci sarà l'occasione anche per fare il punto della situazione e trovare nuovo slancio per arrivare ai mandanti.
"Di certo si parlerà anche delle coincidenze della prima e della seconda investigazione - aggiunge il giornalista - e sono tutte coincidenze che portano al presidente Bolsonaro".
Uno degli arrestati abita vicino alla residenza del presidente brasiliano, che peraltro è ritratto in fotografie su Facebook con le persone arrestate. Uno dei figli di Bolsonaro, inoltre, è stato fidanzato con la figlia di uno dei presunti assassini.

ASCOLTA L'INTERVISTA A LUIGI SPERA:

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