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Boeri, la risposta è dentro di te ma purtroppo è sbagliata

Il commento di Marta Fana alla  proposta del governo per le pensioni e all'opposizione da destra di Boeri


di Anna Uras
Categorie: Lavoro, Politica
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Secondo il presidente dell'Inps Tito Boeri il ripristino della cosiddetta quota 100 potrebbe costare 100 miliardi alle casse dello stato e rischia di favorire uomini con un reddito medio alto e i dipendenti pubblici. Ma per Marta Fana è un'opposizione da destra, che non pone il problema della precarietà e del blocco dei turnover ma che si interessa solo di contabilità.

La proposta del governo è quella di ripristinare la quota 100, ovvero la possibilità di andare in pensione quando la somma di età e anni di contributi equivale a 100. Il minimo di età proposto è di 62, quindi con 38 anni di contributi. Inoltre, il governo propone lo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione di vita. "Di fatto - sintetizza Marta Fana - è il tentativo di modificare, ma non abolire ovviamente, la riforma delle pensioni Fornero".

Secondo Boeri l'introduzione delle nuove norme porterà ad una spesa di 100 miliardi, e nel 2021 a un incremento di un punto di Pil della spesa pensionistica.
Inoltre, secondo il presidente dell'Inps, ad essere avvantaggiati dalle nuove norme saranno soprattutto uomini con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico.

"Quando si dice che questa manovra peggiora le condizioni dei giovani e delle donne - spiega Fana - il problema torna al perché questa cosa succede. Succede perché hanno una partecipazione bassa al mercato del lavoro, ma soprattutto vivono periodi lunghissimi di disoccupazione e di intermittenza contributiva. Lo sappiamo bene che i contratti di lavoro per donne e giovani sono sempre quelli più farlocchi, dove i salari sono bassi e quindi di conseguenza la contribuzione è bassa, e i periodi di lavoro sono molto inframmezzati. Quindi Boeri ci dovrebbe dire perché e anzi dovrebbe intervenire sul perché questa manovra non interviene affatto nella possibilità di creare nuova occupazione, ma Boeri ovviamente se ne frega di tutto questo".

Anche sul tema dei lavoratori pubblici secondo Fana bisognerebbe fare un ragionamento diverso: "Questo effettivamente è un tema problematico, ma non per quello che dice Boeri. Oggi nel settore pubblico esiste ancora il blocco del turnover, ovvero per ogni 10 pensionati soltanto 2 o 3 sono le nuove assunzioni. Questo significa che il numero dei pensionamenti aumenterà senza che il governo abbia avuto una visione sistemica e abbia messo in discussione il blocco del turnover".

Insomma, di problemi ce ne sono, ma non sono quelli segnalati da Boeri. Che ha sì fotografato alcuni problemi esistenti, ma concentrandosi sulle conseguenze più che sulle cause. A favorire gli uomini con un reddito medio alto e sopra una certa età è il mercato del lavoro, e le pensioni non sono che un riflesso di questa realtà.  "Se non si tiene insieme il mercato del lavoro e quello delle pensione non si arriva a una misura sostenibile. Ma l'opposizione che arriva a questo governo è un'opposizione a destra - sottolinea Fana - non un'opposizione che dice: va bene è vero che la gente sta morendo sulle impalcature, ma allora facciamo qualcosa per migliorare questa situazione. A loro interessa la contabilità perché in realtà è una posizione politica che è quella che vuole l'Europa".

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