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Il governo nel pallone

La nomina dell'attore a rappresentante dell'Italia all'Unesco.


di Alessandro Canella
Categorie: Cultura
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Dopo l'attacco alla Francia, il vicepremier Luigi Di Maio gioca un altro asso per distrarre l'opinione pubblica dalle magagne del governo: la nomina di Lino Banfi come rappresentante dell'Italia all'Unesco. Una mossa furba, nel solco della divisione tra radical chic e cultura colta da un lato e popolo e cultura popolare dall'altro. Il giornalista Davide Turrini: "Banfi lega l'alto e il basso".

"Ne approfittiamo per dare una notizia all'Italia che a me riempie di orgoglio: come governo abbiamo individuato il maestro Lino Banfi perché rappresenti il governo nella commissione italiana per l'Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell'Unesco". È così che il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato, durante l'evento del M5S sul reddito di cittadinanza, l'indicazione del celebre attore pugliese come rappresentante del nostro Paese presso l'Unesco, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di valorizzazione e conservazione del patrimonio, artistico, paesaggistico e culturale.

L'attore ha preso la parola sul palco per dire: "Basta con tutti questi plurilaureati nelle commissioni, io porterò un sorriso".
Una frase che sintetizza bene l'operazione politica che sta dietro alla notizia. Se in questi ultimi mesi, infatti, la retorica politica del "governo del popolo" ha diviso gli italiani in, appunto, popolo da un lato e radical chic dall'altro, la divisione rischia di riprodursi nella dicotomia cultura volta vs cultura popolare.

Non la pensa esattamente così Davide Turrini, esperto di cinema, giornalista de Il Fatto Quotidiano e nostro collaboratore, che sostiene come Banfi, con la sua produzione cinematografica prima e televisiva dopo, leghi l'alto e il basso come nessun altro ha mai fatto in Italia.
Per Turrini, Banfi è un personaggio non estremista, forse un po' conservatore, ma rispecchia il profilo del vecchio democristiano, per cui è difficile opporsi alla sua nomina, che sarà evidentemente solo simbolica.

In ogni caso, dopo l'attacco alla Francia accusata di neocolonialismo in Africa, la mossa del M5s appare come un chiaro di tentativo di distrarre l'opinione pubblica dai problemi sempre più acuti che la componente grillina incontra nel governo con gli alleati leghisti.

ASCOLTA L'INTERVISTA A DAVIDE TURRINI:

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