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Balotelli, il senatore nero e il "black washing" della Lega

L'elezione di un senatore leghista nero è una perfetta operazione di ripulitura di facciata.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Il calciatore Mario Balotelli attacca il neo-senatore leghista di origine nigeriana Toni Iwobi: "Sono cieco io o non gli hanno detto che è nero". Il senatore è un ottimo specchietto per le allodole usato dalla Lega per sostenere di non essere razzista. Il commento di Carlo Balestri, organizzatore dei Mondiali Antirazzisti.

Tutti i giornali ieri hanno trattato con curiosità l'elezione del primo senatore nero nelle fila che non ti aspetti: quelle della Lega.
Toni Iwobi, 62 anni, non è il primo parlamentare di origine straniera, poiché il Pd nella precedente legislatura elesse Khalid Chaouki alla Camera, ma è il primo senatore di origini nigeriane.
Una formazione con posizioni espressamente xenofobe, espresse spesso con toni truci, ha "scippato" il simbolo a formazioni antirazziste a Palazzo Madama.

Il commento che ha fatto più clamore per questa elezione è quello del calciatore del Nizza Mario Balotelli che, avendo lo stesso colore di pelle, si è permesso di dire ciò che altri pensavano, ma che non potevano dire per non cadere nel tranello leghista. Balotelli su Instragram ha commentato: "O sono cieco io o non gli hanno ancora detto che è nero. Vergogna!". Un commento che guastato la festa a Matteo Salvini, la cui operazione di "black washing" fino a stamattina pareva riuscire bene. "Balotelli non mi piaceva in campo e neanche fuori", ha detto il leader della Lega.

Dal canto suo, Iwobi si è prestato al gioco leghista: "Salvini tutela gli immigrati. Quelli regolari sono suoi fratelli", ha dichiarato. Ed è qui che si gioca la cesura con cui il Carroccio usa espressioni razziste tentando che non vengano lette come tali.
La differenza, dunque, sta nel permesso di soggiorno, nella dicotomia regolare/irregolare, o "clandestino", come preferisce definire lo status il leader leghista. Nessuno, del resto, ha mai avuto sufficiente voce per far notare ai leghisti che è proprio una legge che porta la loro firma, la famosa Bossi-Fini, a produrre irregolarità anche quando i migranti hanno seguito tutti gli iter istituzionali correttamente.

Ai nostri microfoni Carlo Balestri, organizzatore dei Mondiali Antirazzisti, commenta la vicenda. "Fa piacere Mario Balotelli, che da tempo poteva essere l'esempio di una società multietnica e multiculturale, ma che spesso è stato un fardello, oggi intervenga pubblicamente, non solo per denunciare il razzismo di cui è stato vittima, ma per fare un discorso più ampio, valoriale".
Secondo Balestri, il senatore leghista, nel farsi eleggere, ha utilizzato la Lega per il proprio interesse e, al tempo stesso, si è fatto usare dalla Lega.

"Ricordo che la Lega della prima ora agitava il razzismo in chiave antimeridionale - sottolinea Balestri - eppure molti dei meridionali emigrati al nord vi aderirono, quindi non è un fenomeno completamente nuovo".
Nemmeno sullo scenario politico è un fenomeno nuovo. Magdi "Cristiano" Allam, infatti, ha fatto della battaglia anti-islamica e xenofoba la sua bandiera una volta ottenuta la cittadinanza italiana.

Il razzismo, infine, si annida tra le persone di tutti i colori e di tutte le provenienze. È presente in Italia tanto quanto in Africa e in Asia. Quindi è assolutamente possibile che Iwobi, una volta ottenuto il "privilegio" della cittadinanza, arrivi a sostenere e farsi portatore delle tesi xenofobe e razziste della Lega.

ASCOLTA L'INTERVISTA A CARLO BALESTRI:

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