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Astenersi perditempo e sognatori

Dai dati Istat sulla disoccupazione alle offerte di lavoro più grottesche, le meraviglie del mondo del lavoro


di Anna Uras
Categorie: Lavoro
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Nella prima puntata di quest'anno della rubrica del giovedì insieme a Marta Fana abbiamo parlato dei dati diffusi dall'Istat, secondo cui la disoccupazione sarebbe diminuita (aumentando però gli inattivi). Ma abbiamo parlato anche di occupazione, e delle condizioni a cui viene proposta.

Secondo i dati più recenti diffusi dall'Istat, in Italia la disoccupazione sarebbe diminuita di quasi un punto percentuale negli ultimi due mesi. Ma le circa 25mila persone che secondo l'istituo di statistica hanno smesso di cercare occupazione nella maggior parte dei casi non lo hanno fatto perché hanno trovato un impiego, bensì perché sono andate ad ingrossare le file degli inattivi, ovvero di coloro che non hanno un lavoro ma hanno rinunciato a cercarlo. "Sebbene l'ultimo bollettino mensile sulle forze lavoro dell'Istat ci dica che aumenta un po' l'occupazione - spiega Marta Fana - e la disoccupazione di fatto diminuisce soltanto perché aumentano poi gli inattivi, se andiamo ad allargare il quadro in termini temporali sull'anno del 2018 che si è appena concluso la dinamica del mercato del lavoro è abbastanza stabile con quella che abbiamo attraversato negli ultimi anni. Ovvero complessivamente aumenta solo il lavoro a termine, e aumenta più o meno in quasi tutte le fasce della generazione ma è vero che in termini di assoluti sono sempre gli over 50 ad essere più occupati rispetto all'intera popolazione attiva".

Ma la precarizzazione del lavoro in corso ormai da anni, unita al mondo della rete, ha prodotto risultati che oscillano tra l'esilerante e il tragico. È stata proprio Marta Fana a condividere recentemente su facebook un'offerta di lavoro particolarmente discutibile, ma in generale le parole chiave "lavoro" "improbabile" "assurdo" e simili portano a un'infinità di pagine facebook, gruppi di discussione su reddit e vari forum dove vengono raccolte e segnalate le migliaia di offerte di lavoro grottesche che affollano i siti e le riviste dedicate al mondo del lavoro.



Di queste offerte "ce ne sono tante, quella che ho condiviso è un annuncio di lavoro in cui si diceva no perditempo e no sognatori. Delle parole che forse sono state buttate lì a caspo. In realtà rivelano molto della psicologia nei confronti dei lavoratori e dell'andare poi a lavorare da parte poi di chi assume, quindi sempre e solo dei datori di lavoro. Quindi quasi uno sfregio nei confronti.. ma effettivamente poi anche il realismo, perché con 300 euro puoi sognare forse la fame, insomma non è che ti puoi permettere sogni tranquilli. Questo è un esempio ce ne sono molti altri, ma poi il problema è che tutto questo è legale. Loro se lo possono permettere perché la legge italiana non obbliga a un salario minimo, non obbliga a pagare dignitosamente, non soltanto in termini monetari ma anche di diritti, i lavoratori, e quindi si possono permettere il bello e il cattivo tempo sulla nostra pelle".

Ma questa realtà, con cui chi cerca lavoro si scontra quotidianamente, raramente viene narrata. La rappresentazione mediatica del mondo del lavoro si ferma spesso ai dati statistici, o alle varie esternazioni politiche. Ce ne sono tante da ricordare, dai choosy della Fornero ai consigli di Poletti secondo cui il luogo migliore per trovare lavoro sarebbe stato il campo da calcetto. Parole buttate lì con leggerezza, senza una riflessione, proprio come quell'astenersi perditempo e sognatori. O come gli italiani mammoni, che se non vanno a vivere da soli non è certo perché non possono permetterselo, non è perché iniziano a sospettare che non usciranno mai dalla precarietà, ma perché sono affezionati al focolare domestico.
"Pensiamo anche a come va l'informazione su questo - sottolinea infatti Fana - in questi giorni c'è questo annuncio, ma ce ne sono tanti altri, e non hanno nessuna risonanza a livello nazionale e mediatico. Poi arriva il solito impreditore di turno che ti dice eh ma non trovo gli operai perché nessuno vuole fare le trasferte, e allora paginate sul Corriere della Sera, interviste, Huffington Post e così via. Come sempre no? Si vuole dare un tipo di rappresentazione e non un altro. Continuiamo sempre a vivere dentro a quel framework che noi ci ricordiamo con la Fornero ma che viene anche da prima del alla fine se non lavorate è perché siete dei choosy, degli schizzinosi. Perché che ci vuole ad andare a lavorare 8 ore al giorno o forse di più per 300 euro al mese? Il problema è che chi lo dice non ha mai lavorato per 300 euro al mese".

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