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Ancora un'aggressione transfobica a Bologna

È avvenuta tre notti fa una grave aggressione ai danni di una trans sex worker sudamericana.

 


di redazione
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"È stata un’aggressione di matrice fascista" è la denuncia del Movimento Identità Transessuale di Bologna. Ne abbiamo parlato con una portavoce del movimento, Valentina, che ci ha raccontato la drammatica esperienza di 'Desy' e ha espresso il proprio parere in tema di sicurezza.

Due notti fa nel territorio bolognese una trans sex worker sudamericana regolarmente soggiornante è stata vittima di un’aggressione mentre lavorava in strada. ‘Desy’ (nome di fantasia) è stata avvicinata da una coppia eterosessuale italiana che le richiedeva una prestazione. Una volta accostatesi in un parcheggio di campagna utilizzato dalle trans sex workers latino-americane, Desy è stata aggredita alle spalle con delle spranghe di ferro da altri due ragazzi spuntati da dietro gli alberi, e successivamente ha infierito su di lei anche la coppia che l’aveva affiancata. La vicenda è stata denunciata pubblicamente dal M.I.T. (Movimento Identità Trans) una onlus che difende e sostiene i diritti delle persone transessuali e transgender, che ha reso noto come Desy abbia delle grosse contusioni e non riesca a camminare. Avendo avuto brutte esperienze con le istituzioni in sudamerica, al momento non riesce a fidarsi nel rivolgersi al pronto soccorso e denunciare l’accaduto.

"La ragazza ci ha chiesto di rimanere in anonimato, perché ha paura" ha detto Valentina, del M.I.T., intervistata da Radio Città Fujiko. "Le aggressioni verso le donne sex worker sono all’ordine del giorno, ma in questo caso si tratta di un’aggressione architettata, studiata a tavolino. Per questo abbiamo osato dire che è stata di stampo fascista" ha detto Valentina, riferendosi al comunicato diramato dal movimento a seguito dell’accaduto, in cui si legge "non possiamo non classificare questo episodio se non come di chiara matrice fascista, organizzato per colpire quella determinata categoria (di persone transessuali e transgender, ndr)". "Ormai la violenza verbale è stata sdoganata, non solo in rete, ma anche nella vita quotidiana, ha continuato Valentina, precisando che per la comunità del M.I.T. la tanto sbandierata emergenza sicurezza assume dei connotati diversi rispetto all’accezione che le viene solitamente attribuita. "Per noi sicurezza non vuole dire difenderci da un nemico immaginario che viene dall’Africa; il nemico della nostra società oggi è totalmente interno, è il fascista".

"Desy ha paura di ritorsioni", ed è "completamente sfiduciata" rispetto al fatto che "il sistema possa tutelarla in quanto lavoratrice del sesso e persona trans" si legge ancora nel comunicato del M.I.T., che ricorda come, sebbene il favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione siano perseguibili per legge, l’esercizio di quest’ultima tra persone adulte è stato dichiarato lecito dalla sentenza della Corte di Cassazione del 1 ottobre 2010. Tuttavia, continua la nota, "le attuali norme non garantiscono la sicurezza per le persone che praticano il sex work. Per questo auspichiamo un dibattito pubblico sul tema meno ipocrita e davvero attento ai bisogni di chi esercita il lavoro della prostituzione".

Sara Spimpolo

ASCOLTA L’INTERVISTA A VALENTINA:

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