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Abrogata la legge regionale per la tutela dei dialetti

Le associazioni culturali Ponte della Bionda e Casa Foschi si mobilitano per un programma di salvaguardia del patrimonio dialettale


di redazione
Categorie: Società
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Così come nel 1994 era stata approvata all'unanimità, allo stesso modo è stata recentemente abrogata per una svista procedurale: inserita fra molte in un gruppo eterogeneo è stata cassata insieme alle altre non attinenti. La giunta, messa al corrente da parte delle associazioni dell'errore, ha commentato dispiaciuta per la mancata attenzione.

La legge regionale n.45 sulla tutela dei dialetti è stata abrogata. Nonostante ciò, la legittimazione istituzionale non è una priorità per i dialettofoni. Giuseppe Bellosi, portavoce di coloro per i quali "il dialetto era la lingua materna" e che "l'italiano l'hanno imparato a scuola" (i provvedimenti didattici della riforma Gentile utilizzavano il dialetto anche nei testi per giungere ad un italiano corretto), snocciola una serie di progetti già all'attivo. Auspicando l'istituzione di un osservatorio linguistico emiliano romagnolo, caldeggia la costituzione di un archivio dialettale, sia a livello del lessico che a livello sonoro.

Un simile progetto già suscitava interesse 100 anni fa, nel 1914, quando il linguista viennese Friederick Churr giunse in Emilia Romagna con un fonografo (antenato del registratore odierno) per imprimere le voci degli autoctoni. Tutto ciò perchè "il dialetto è un bene culturale che non si vede e non si tocca", ma al pari di un monumento, deve essere riconosciuto come simbolo di idee e spiritualità, concetto portato avanti dall'associazione Casa Foschi che rende disponibili nastri e registrazioni tra cui anche quelle di Churr.

Anche a livello internazionale l'interesse è esplicito, infatti oltre alla collaborazione con l'Accademia delle Scienze di Vienna, un editore gallese (Cinnamon Press) ha pubblicato un primo libro di poesie in lingua sarda, nell'ambito di una collana in cui il secondo volume si intitola "Poets from Romagna".

Tuttavia due ostacoli si oppongono a queste fortunate realizzazioni in Italia. Il primo è la mancanza di fondi destinati alle associazioni culturali. Il secondo è il prossimo smantellamento delle province, che porterà ad un momento di rivisitazione dei regolamenti con conseguente rallentamento nell'organizzazione.

Lorenzo Elia Bedussi


Ascolta l'intervista a Giuseppe Bellosi
Tags: Bologna, Cultura

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