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Abbiamo visitato l'emporio di comunità Camilla: ecco com'è

L'emporio di comunità ha aperto i battenti e vi raccontiamo cosa ci abbiamo trovato.


di redazione
Categorie: Economia
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Un momento dell'inaugurazione di Camilla

Dopo una lunga gestazione, a Bologna apre Camilla, emporio di comunità. La coop di consumo autogestita punta su prodotti sostenibili, che sviluppino le capacità individuali, ma anche sulla formazione e la consapevolezza del consumatore. Il nostro Andrea Utensili ha fatto un sopralluogo, intervistando la presidente Susanna Cattini.

C'è voluto tempo per studiare la formula migliore e per trovare una sede, che ora è in via Casciarolo 8, nel Quartiere San Donato. Ma volendo rappresentare un'alternativa alla frenesia dei consumi, anche il tempo ha la sua importanza.
È così che sabato scorso Camilla ha aperto i battenti. L'emporio di comunità, nato dalla collaborazione del gruppo di acquisto solidale Alchemilla e dai produttori biologici di Campi Aperti, ha inaugurato gli spazi, che sono riservati, ma anche gestiti dai soci della cooperativa di consumo che sta alla base del progetto.

"L'idea che abbiamo ripreso è di quarant'anni fa - racconta ai nostri microfoni Susanna Cattini, presidente della cooperativa - realizzata da Food Coop a Park Slope, New York. Il modello si è poi espanso in Francia, Belgio e altri Paesi francofoni".
Ora, però, l'emporio di comunità è sbarcato sotto le Due Torri, portando in Italia un modello di consumo e di distribuzione alternativo a quello dominante.
Le differenze con l'industria distributiva sono tante. La più evidente sta nella forma: la cooperativa è completamente autogestita. I soci sono gli unici clienti dell'emporio, ma anche gli unici gestori di tutte le attività, dall'allestimento dei prodotti alla gestione della cassa, fino alle pulizie e agli ordini.

L'alternativa è rappresentata anche dalla storia di Camilla e dall'approccio alla vendita e alla selezione dei prodotti.
L'emporio, infatti, si propone come un punto di riferimento fisso e di più semplice fruizione rispetto al gruppo di acquisto solidale da cui proviene (Alchemilla).
"Ci siamo resi conto che il gas poteva raggiungere un numero di persone limitato - spiega Cattini - poiché la gestione era impegnativa. Facevamo la spesa per due mesi e non tutti riuscivano ad organizzarsi".
Gli spazi di via Casciarolo offrono invece i vantaggi di un supermercato, ma con prodotti e filosofia molto diversa.

"Ci siamo orientati su prodotti con un minimo impatto ambientale e una sostenibilità sociale - sottolinea la presidente di Camilla - favorendo i prodotti primari, senza rinunciare completamente a quelli trasformati".
Così all'interno di Camilla, solo per fare un esempio, è possibile trovare l'acido citrico, che è alla base di possibili ricette alimentari, ma anche di prodotti per la pulizia della casa.
In un mercato che vende come valore la possibilità di avere già prodotti pronti, Camilla sembra invece andare nella direzione opposta, che stimola le persone a sviluppare le capacità e acquisire conoscenze che rischiano di andare perdute.

Per quanto riguarda le informazioni, ma anche la formazione sui prodotti e l'autoformazione sui meccanismi generali dell'economia, lo spazio nel Quartiere San Donato presenta uno spazio dedicato proprio ai corsi per i propri soci.

ASCOLTA L'INTERVISTA A SUSANNA CATTINI:

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