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A Scampia il riscatto passa da una biblioteca

La biblioteca popolare nell'Officina delle Culture del difficile quartiere napoletano.


di redazione
Categorie: Società
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Il 16 dicembre verrà inaugurata la Biblioteca di Scampia, un luogo di cultura e di scambio iscritto all’interno dell’Officina delle Culture "Gelsomina Verde", un progetto di riqualificazione e ristrutturazione di un ex istituto scolastico per anni nelle mani della camorra. L'intervista all'ideatore Ciro Corona.

Nel luogo simbolo di Gomorra, il 16 dicembre aprirà le porte la prima biblioteca popolare di Scampia, da sempre teatro di soprusi e illeciti e oggi, finalmente, anche di concrete alternative che si inseriscono in una politica antimafia che eleva la cultura come antidoto alla violenza.

Intitolata a Gelsomina Verde – una giovane vittima innocente della camorra, torturata e seviziata dal clan Di Lauro – L’Officina delle Culture nasce da un progetto promosso da Ciro Corona, presidente di (R)esistenze Anticamorra. L’iniziativa trova spazio di realizzazione all’interno di un ex istituto scolastico sfruttato dalle speculazioni camorristiche; prima nascondiglio d’armi e poi rifugio di tossicodipendenti, oggi è sede di un luogo di scambio culturale che ospita ben 13 attività a libera fruizione dei cittadini.

Dopo poco più di due anni di bonifica, proprio all’interno dell’Officina nasce la Biblioteca di Scampia, un progetto accolto positivamente dalla gente del quartiere che ha assimilato la nuova realtà dell’Officina, un concreto luogo di scambio di opportunità e di riscatto territoriale, popolare e anche individuale. La ristrutturazione dell’ex complesso, finanziata dalla vendita di prodotti locali e da sponsorizzazioni, pertanto senza l’aiuto di finanziamenti pubblici, ha infatti richiesto la partecipazione delle cittadine e cittadini del quartiere.

Ai nostri microfoni Corona racconta come il progetto abbia abbracciato concretamente la realtà del territorio, tanto da chiedere la partecipazione dei cittadini alla sua realizzazione: dieci detenuti del carcere di Napoli infatti, con l’ausilio di artigiani e costruttori, hanno creato le scaffalature dell’edificio, a confermare l’idea che ha guidato la realizzazione del progetto: la cultura porta lavoro. Una cittadina del quartiere, inoltre, sta seguendo un corso di formazione e sarà la bibliotecaria della struttura.

Dal laboratorio di musica e i corsi di fitness fino a un dopo-scuola per i bambini del territorio, l’iniziativa schiude spazi di aggregazione e luoghi di scambio a libera fruizione dei cittadini di Scampia, che possono trovare nell’Officina e nella neonata biblioteca una concreta alternativa che si contrappone alla realtà di un territorio difficile e spesso dimenticato.

Giulia Pozzi

ASCOLTA L'INTERVISTA A CIRO CORONA:

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