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Nasce un bimbo all'ex-clinica Beretta occupata

Asia Usb dà il lieto annuncio e il benvenuto al "nuovo piccolo occupante".


di Alessandro Canella
Categorie: Casa
Asia
Lo stabile occupato in via XXI aprile

Al Centro di Accoglienza Autogestito "Lampedusa", nell'ex-clinica Beretta occupata, è nato un bimbo. Il nome scelto dopo aver chiesto un parere all'assemblea. Asia Usb: "Una gioia e uno spunto di riflessione". Il bimbo vivrà nella struttura senza luce e gas, perché il decreto Lupi del governo Renzi vieta gli allacciamenti.

C'è gioia e commozione nell'ex-clinica Beretta, in via XXI aprile a Bologna. Nella struttura, occupata il primo marzo scorso da rifugiati e richiedenti asilo aiutati da Asia Usb e ribatezzata "Centro di Accoglienza Autogestito Lampedusa", è nato un bimbo.
"Si stava concludendo la mostra che esibiva gli oggetti ritrovati nell'isola che ci ha prestato il nome - si legge in un comunicato del sindacato per la casa - Oggetti un tempo appartenuti alle vittime e ai sopravvissuti delle tante, troppe traversate della disperazione. Poi, all'improvviso le doglie, lo spavento, la corsa in ambulanza. Ed è saltato fuori lui, bellissimo: un maschio di quasi quattro chili".

"Ci ha fatto molto ridere - racconta Giorgio Simbola di Asia - che il babbo, al momento della scelta del nome, abbia chiesto un parere all'assemblea degli altri occupanti, a testimonianza del clima di solidarietà che si vive nell'occupazione".
La famiglia, di origine rumena, viveva in uno dei tanti accampamenti che circondano la periferia bolognese. Per loro non c'è stata una soluzione abitativa fino a quando sono approdati all'ex Beretta.

Oltre alla gioia e alla commozione, però, Asia ricorda le questioni politiche. Il decreto Lupi del governo Renzi, infatti, all'articolo 5 vieta la residenza e all'allacciamento a luce e gas per le occupazioni. "In questo modo condanna le tante famiglie con minori a vivere in queste condizioni - racconta Simbola - non capendo che nemmeno in strada c'è la luce o il gas e quindi la misura non dissuade nessuno dall'occupare".

Il sindacato di base fa sapere che ora tenterà una mediazione col Comune e in particolare con l'assessore Amelia Frascaroli per trovare una soluzione provvisoria e confortevole, per far vivere alla neo-mamma in serenità almeno il primo periodo. "Vogliamo che una soluzione includa anche il babbo - precisa il sindacalista - perché oggi c'è questa pratica di dividere i nuclei famigliari, quasi come fossero bestiame".

Sul fronte della trattativa con la proprietà dello stabile, l'Azienda sanitaria, invece, non si registrano progressi. "Abbiamo proposto di fare un'assicurazione, un atto di notorietà, certificare l'impianto elettrico, ma l'Asl ci ha risposto che non si vuole assumere la responsabilità e che quella struttura deve essere venduta, nonostante sia vuota da almeno 5 anni".

Intanto Asia e l'assemblea del centro "Lampedusa" danno il benvenuto al nuovo piccolo occupante.


Ascolta l'intervista a Giorgio Simbola

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