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Nasce l'Europa a due velocità, salva Stati in mano alla Bce

Regole più stringenti sui bilanci pubblici con sanzioni automatiche. Gb non vuole controlli sulla finanza.


di Paolo Perini
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Un accordo raggiunto nella notte ha sancito la nascita di una nuova Europa a due velocità, a cui non aderirà la Gran Bretagna, già fuori dalla moneta unica.

Il progetto, nato a seguito della riunione dei capi di stato dei 27 paesi d'Europa, prevede per i paesi aderenti all'euro una serie di regole più stringenti sui bilanci dei singoli Stati e penali automatiche per chi sfonda le nuove regole sul deficit di bilancio. Il tutto sarà sancito da nuovi accordi internazionali previsti per marzo 2012. L'accordo riunirà i 17 paesi di area euro, più altri 6 (Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania) non euro, ma non la Gran Bretagna che con l'Ungheria si sfila e sancisce di fatto la temuta frattura.

Decise sanzioni automatiche per chi violi gli accordi a meno che tre quarti dei paesi votino contro. Le nuove regole sui budget saranno scritte nelle costituzioni nazionali. Il cosiddetto "deficit strutturale", che non considera gli effetti una tantum del ciclo economico e del rimborso sul debito, viene limitato allo 0,5% del Pil. Regole più severe, con la corte di giustizia europea chiamata a verificare il loro rispetto. "Conseguenze automatiche" ancora da specificare per quei paesi che sforano il limite del deficit/pil del 3%.

European Stability Mechanism (Esm) o “fondo salva stati”, entrerà in vigore dal luglio 2012. La dotazione sale a 500 miliardi di euro, come richiesto espressamente da Berlino. L'Esm non avrà una licenza bancaria, così da non poter attingere ai fondi della Banca centrale europea, altra vittoria tedesca. Alla Bce invece, spetterà il controllo del fondo “Salva stati”, che verrà potenziato. All'orizzonte sembra profilarsi il progetto di escludere dal fondo i paesi che non rispetteranno i dictat di bilancio imposti dai nuovi accordi internazionali. Nella nota diffusa dalla commissione europea si legge che la crisi economica e finanziaria sarà affrontata “[...]da una parte un nuovo accordo fiscale e un coordinamento rafforzato delle politiche economiche, dall'altra lo sviluppo degli strumenti di stabilizzazione per affrontare le sfide nel breve termine”.

La Gran Bretagna ne sta fuori. Il premier britannico David Cameron, ha spiegato Sarkozy, ha chiesto un protocollo allegato al trattato per esonerare la Gran Bretagna dall'applicazione delle regole sui servizi finanziari. "Una condizione non accettabile - ha spiegato Sarkò - , poiché proprio da questo settore sono nati molti dei problemi dell'attuale crisi". L'economia della city è troppo importante per la Gran Bretagna, che di fatto s'è rifiutata di sottomettersi alla volontà di un maggiore controllo centralizzato della propria finanza.

Le banche non pagano la crisi. Escluso nel futuro un coinvolgimento del settore privato. I leader hanno riconosciuto che la politica precedente durante la crisi in Grecia, di costringere gli investitori privati ad accettare parti delle perdite del debito greco, ha fallito e non sarà ripetuta.

Documento dichiarazione dei capi di Stato al consiglio europeo del 9 dicembre 2011 sul sito dell'Ansa

Tags: Crisi, Europa

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