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Napolitano re-insediato, archiviato il cambiamento

Il giuramento e il messaggio di insediamento del presidente della Repubblica.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Il documento da cui partire è quello elaborato dai saggi e il governo sarà di larghe intese. Lo indica il presidente della Repubblica nel discorso del suo insediamento. Bacchettati i partiti: "Ora mi chiedete di tornare, ma non mi avete ascoltato". Frecciate a Grillo, che avrebbe delegittimato le Istituzioni solo per fini distruttivi.

Si commuove e si infervora, Giorgio Napolitano, che oggi ha prestato giuramento e tenuto il suo discorso da rieletto presidente della Repubblica. Ai partiti il Capo dello Stato ha riservato bacchettate dure, da un lato per la responsabilità che ha condotto l'Italia ad uno stallo istituzionale, dall'altro nei confronti di chi ha calvacato l'antipolitica per fini distruttivi.
Quel che conta, però, è la strada indicata da Napolitano per uscire dalla crisi ed è una strada che ha archiviato celermente il "vento di cambiamento" che sembrava essere uscito dalle urne.

Si riparte dai saggi. Napolitano ha fatto preciso riferimento al documento elaborato dai due gruppi di saggi da lui nominati, indicandolo come il punto da cui ripartire attraverso un governo di larghe intese. È giunto il momento di passare ai fatti, osserva il Capo dello Stato, che rivendica il valore del lavoro svolto dai saggi e considerato invece da qualcuno un palliativo per prendere tempo.
Tra le altre rivendicazioni di Napolitano anche la difesa delle missioni all'estero del contingente italiano e la magistratura.

Le motivazioni del ritorno. Il discorso dell'inquilino del Quirinale è partito dalle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare il nuovo incarico. "Avevo già manifestato a dicembre - ha detto Napolitano - la volontà di rispettare la prassi circa la non rielezione del presidente della Repubblica, ma a queste ragioni, e a quelle personali legate all'età, se ne sono sovrapposte altre", rappresentate dallo stallo creatisi dopo cinque votazioni in Parlamento.

Le bacchettate. Napolitano non l'ha mandata a dire ai partiti, ritenuti incapaci di dare risposte soddisfacenti ai problemi che il Paese ha affrontato anche a causa della crisi economica. "Vi siete dimostrati sordi ai miei richiami - dice Napolitano - anche se ora mi avete chiesto di tornare". Richiami sulla legge elettorale e sulla riduzione dei costi della politica.
Ancora più frontale l'attacco a Grillo e al M5S, che avrebbe ingigantito l'antipolitica solo con fini distruttivi. In chiusura di discorso, però, Napolitano addolcisce il messaggio e riconosce ai grillini di aver scelto di battersi in prima persona nelle istituzioni, rinunciando alla contrapposizione tra piazza e Parlamento.


Ascolta una sintesi del discorso di Giorgio Napolitano
Tags: Politica, Crisi

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