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Un tocco di classico / Musica di celluloide: un americano ad Hollywood.

In piena egemonia europea, nella Hollywood dei tempi d'oro, uno dei pochi americani in piena attività, nella puntata di giovedì 19 luglio alle 19 su Radio Città Fujiko


di redazione
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Non sembri peregrino il titolo, ma, in un periodo compreso fra gli anni '30 e '50, dominato da compositori europei, soprattutto d'area austrotedesca e slava, i musicisti autoctoni operanti in ambito cinematografico con successo, erano una esigua minoranza.

di Gabriele Evangelista

Fra questi, vi era senz'altro Victor Young (1900-1956), uno dei più apprezzati e ricercati musicisti di quel periodo, melodista particolarmente dotato, garanzia del fatto che qualunque spettatore di un film da lui musicato, se ne ritornasse a casa con in testa un motivetto da canticchiare o fischiettare, ma anche abilissimo suscitatore di atmosfere le più varie e disparate. Ciò che gli accorciò notevolmente l'esistenza, oltre ai sigari di marca e alle cibarie raffinate, la sua netta propensione a sovraccaricarsi di lavoro, impegnandosi contemporaneamente in diversi progetti, per 2 o 3 case di produzione cinematografiche differenti.

Il titolo in cui l'estro creativo di Young raggiunge il suo apice, è "The uninvited" ('44), film di Charles Lang con Ray Milland, Ruth Hussey e Gail Russell, nel quale la musica si rivela particolarmente efficace nel rendere le atmosfere spettrali ed inquietanti della trama. Altro esito notevole si ha in "Bright leaf" ('50), film di Michael Curtiz con Gary Cooper, Donald Crisp, Patricia Neal e Lauren Bacall, imperniato su una dinastia di fabbricanti di tabacco, in cui la musica di Young riesce ad aggiungere mordente drammatico allo svolgersi della trama di un film altrimenti un pò debole. Nel corso della puntata in oggetto, ascolteremo le musiche relative a queste 2 pellicole.

Postludio: Altro nome a cui dobbiamo essere grati per il recupero di queste partiture, come di tantissime altre del genere, è John Morgan che, in tandem col direttore William T. Stromberg, ha reso possibile la realizzazione di una nutrita silloge di apprezzate incisioni discografiche, certamente imprescindibili per gli appassionati del genere.

Gabriele Evangelista


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