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Un tocco di classico / Musica di celluloide: Pragmatismo ed integrità artistica.

Un compositore dal senso molto pratico ma dalla pronunciata personalità, nella puntata di "Un tocco di classico" di giovedì 17 maggio alle ore 19.


di redazione
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Nel comporre per il cinema e la televisione, il decano dei compositori nordamericani, ricercava il miglior compromesso possibile fra immediatezza d'approccio, sia al fine di una più ampia ricettività da parte del pubblico, sia per divulgare un linguaggio musicale che risultasse autenticamente americano e mantenimento delle proprie integrità e peculiarità stilistiche, cogliendo notevoli risultati dal punto di vista espressivo.

Aaron Copland (1900-1990), forse il più importante compositore statunitense del secolo scorso, figura notevole anche come direttore d'orchestra e pianista, del quale mi occupai già in precedenza, ha lasciato il segno persino nell'ambito delle colonne sonore, pur non avendone totalizzato certo un numero da record (mi risultano una dozzina di film per Hollywood, una triade di produzioni indipendenti ed una televisiva, anche se potrei sbagliarmi per difetto), visto che poi il suo stile, lontanissimo da quello sontuosamente tardoromantico di derivazione nordeuropea allora prediletto da Hollywood, piuttosto proteso alla ricerca di una maggiore idiomaticità di linguaggio e perciò non allineato ai canoni imperanti, analogamente al suo collega Virgil Thomson (che ho trattato nella puntata precedente), non gli procurava certo, alla fine, i favori della grande industria cinematografica, pur essendo preso come evidente modello dai compositori più favoriti (Max Steiner, Dimitri Tiomkin, per esempio), ogni qualvolta occorresse comporre le musiche per un western, per ironia della sorte. Da notare che, le musiche composte per il cinema e la televisione, sono circoscritte ad un arco temporale relativamente ristretto, rientrante in quello della sua fase stilistica centrale, cosiddetta "populista", comprendente i suoi lavori più celebri, che parte all'incirca dalla seconda metà degli anni '30, fino all'inizio degli anni '60, contrassegnata da uno stilema più immediato rispetto ai suoi periodi estremi, "modernista" ed "avanguardistico".

Il primo brano in scaletta è costituito da una brevissima suite, arrangiata dallo stesso direttore dell'incisione proposta in trasmissione (come per le altre 2 che seguono), tratta dalle musiche scritte per "The Cummington Story", un breve documentario di una ventina di minuti circa, in b/n del 1945, con la regia e sceneggiatura di Helen Grayson e Larry Madison, prodotto da Frank Beckwith, con la fotografia di Lawrence Madison ed il montaggio di Sidney Myers (pure voce narrante fuori campo), incentrato sull'accoglienza e l'inserimento nella vita sociale della piccola comunità cittadina di Cummington, di un gruppo di profughi della seconda guerra mondiale e del loro ritorno ai luoghi d'origine, una volta normalizzatasi la situazione (visionabile su You Tube, per la cronaca). La dolce melodia che apre e chiude questa suite, verrà in seguito riutilizzata da Copland, dapprima nel movimento lento iniziale del suo concerto per clarinetto del '50, scritto per Benny Goodman e successivamente nel brano pianistico del '62, "Down a Country Lane", orchestrato nel '64.  - / / - Seguirà una suite da concerto più estesa tratta dalle musiche per "The City", altro documentario in b/n del '39, di circa tre quarti d'ora, con la regia e la fotografia di Willard Van Dyke e Ralph Steiner, la sceneggiatura di Lewis Mumford (urbanista), Henwar Rodakiewicz e Pare Lorentz (quest'ultimo non solo pure produttore, ma osteggiatissimo da Hollywood per il successo precedentemente ottenuto per i suoi documentari "The plow that broke the plains" e "The river", con le musiche di Virgil Thomson, vedasi articolo relativo alla puntata precedente), con la voce fuori campo di Morris Carnovsky (e l'orchestra diretta da Max Goberman), proiettato con successo nel corso dell'Esposizione Universale di New York dell'agosto dello stesso anno (fiera a cui l'Italia partecipò, trasbordando sul transatlantico "Rex", l'intero elettrotreno Etr.209, facente parte di una famiglia (Etr.200), di antesignani di tutti gli attuali convogli ad alta velocità, allora detentrice (con l'Etr.212) del primato italiano di velocità di 203 km./h (conseguito il 20 luglio di quell'anno), nella cosiddetta "livrea fotografica" grigia, studiata apposta per far risaltare al meglio i mezzi ferroviari, nelle foto ufficiali, con le pellicole in b/n dell'epoca). Il documentario contrappone le problematiche dell'ambiente urbano contemporaneo, alle esigenze sociali e di adeguate condizioni fisiche, da tenere in conto nel caso di un insediamento cittadino pianificato. Singolarmente, fu proprio a causa delle musiche composte per questo documentario (visibile su You Tube in varie versioni più o meno tagliuzzate, ma reperibile in edizione integrale restaurata su dvd Naxos), che Copland venne notato dalla grande industria cinematografica. Un paio di brani da questa suite, "New England Countryside" e "Sunday Traffic", troveranno posto in "Music for movies", una suite del '42 realizzata dallo stesso compositore, estrapolando brani da 3 sue colonne sonore (oltre a "The City", "Of mice and men" del '39 ed "Our town" del '40).

Dopo l'intervallo pubblicitario, come ultimo brano, si avrà un'altra suite da concerto, questa volta tratta dalle musiche per una grande produzione hollywoodiana, "The North Star" (1943, giunto in Italia nel '49, col titolo "Fuoco ad Oriente", b/n, originariamente 145', divenuti 108 all'uscita nelle sale), per la regia di Lewis Milestone (e di William Cameron Menzies non accreditato, per le scene rigirate; Menzies è il regista di "Things to come" del '39, con le musiche di Sir Arthur Bliss, da me precedentemente trasmesse), la sceneggiatura di Lillian Hellmann, il montaggio di Daniel Mandell, prodotto dalla RKO Radio Pictures e Samuel Goldwyn Productions (con Menzies come produttore associato), con un cast importante comprendente, tra gli altri, Anne Baxter, Dana Andrews, Farley Grainger (per la prima volta sul grande schermo), Walter Huston, Walter Brennan, Erich Von Stroheim, Ann Harding, Jane Withers, Dean Jagger. Il film, incentrato sull'invasione nazista della Russia nel '41 e della relativa lotta di liberazione, con 6 nomination all'Oscar (compresa una per la colonna sonora originale) ma nessun premio finale, cadde successivamente, durante il Maccartismo, nel mirino della Commissione per le Attività Antiamericane, venendo messo al bando. Nel '57, tornò in circolazione, rimontato e ridotto ad 82', col titolo "Armored Attack" e con l'aggiunta di una voce narrante fuori campo che correlava gli accadimenti del film, con l'allora recentissima rivolta d'Ungheria del '56. Successivamente, si è però ritornati alla versione da 108'. Riguardo alle musiche, c'è da notare che i testi dei brani corali, a cominciare da "Song of the Guerrillas", sono di Ira Gershwin, fratello del più celebre compositore George. Inizialmente, per le musiche, si era pensato ad Igor Stravinski, vista l'ambientazione sovietica della vicenda, ma poi successivamente si optò per Copland, il quale si guardò il più possibile dal dare un sentore marcatamente russo alle sue musiche.

Postludio: purtroppo, per un'assurda questione di diritti d'autore, ovvero una battaglia legale fra la Copland Estate e l'editore musicale, le incisioni integrali di "Of mice and men" e di "Our town" (di cui esistono incisioni di un breve estratto sinfonico, una delle quali, diretta dall'autore), realizzate anni fa per la Naxos, giacciono nel limbo della rete (attualmente su You Tube), dopo essere state disponibili per un certo periodo come scaricabili a pagamento, non approdando, come inizialmente previsto, ad alcuna emissione su supporto fisico (cd) e facendo naufragare sul nascere pure il progetto d'incidere successivamente le integrali di "The red pony" del '49 (della quale esistono soltanto alcune incisioni della suite da concerto approntata dall'autore, compresa una diretta dall'autore) e di "The heiress" dello stesso anno (della quale esisteva solo un breve estratto sinfonico da concerto realizzato da Copland, in un'edizione discografica attualmente fuori catalogo, ma ancora ascoltabile su You Tube), compromettendo di fatto una più approfondita conoscenza della produzione musicale di Copland destinata al cinema, il che rappresenta proprio un vero peccato!


Gabriele Evangelista


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