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Un tocco di classico: l'arrangiatore.

Arrangiatore per cantanti celebri e compositore di musica più impegnata nella prossima puntata di giovedì 22 alle 19.


di redazione
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Arrangiatore per grandi cantanti pop e jazz del periodo d'oro, attivo anche in ambito cinematografico e televisivo, compositore e direttore d'orchestra "serio", artista di rango internazionale, nato in Canada e morto in Inghilterra, purtroppo, assai poco noto in Italia.

di Gabriele Evangelista

Robert Joseph Farnon (Toronto, 24 luglio 1917 - Guernsey, Channel Islands, 23 aprile 2005), è stato un compositore e direttore d'orchestra attivo in campo cinematografico, televisivo, sinfonico, così come nella musica di consumo, soprattutto come arrangiatore ed accompagnatore raffinatissimo di grandi cantanti pop e jazz dell'epoca d'oro, come Bing Crosby, Ray Ellington, The Singers Unlimited, Pia Zadora, Gracie Fields, Vera Lynn ("You can't be true, dear", al primo posto in classifica negli Stati Uniti, nel '48), Frank Sinatra ("Frank Sinatra sings great songs from Great Britain", album del '62, l'unico realizzato dal cantante al di fuori degli Stati Uniti), Sarah Vaughan ("Vaughan with voices" del '64, registrato in Danimarca), Tony Bennett ("Snowfall", disco di Natale del '68), Lena Horne ("Lena: a new album", '76, con la partecipazione di Phil Woods) e persino dischi "leggeri" per cantanti lirici, come il soprano Eileen Farrell ed il tenore Josè Carreras.

Fra i tanti film per i quali realizzò le  colonne sonore, uno dei più celebri e popolari è senz'altro "Captain Horatio Hornblower Royal Navy" ("Le avventure del Capitano Horatio Hornblower" - '51), tipico film d'avventura marinaresco, di cappa e spada, per famiglie, coproduzione anglostatunitense in Technicolor (dur.: 117'), prodotto da Gerry Mitchell con la regia di Raoul Walsh, la sceneggiatura di Cecil Scott Forester (da un paio di suoi racconti adattati), Ivan Goff, Ben Roberts ed Aeneas Mackenzie, la fotografia di Guy Green, il montaggio di Jack Harris ed interpretato da Gregory Peck, Virginia Mayo, Robert Beatty, Terence Morgan e James Robertson Justice, fra gli altri. Questa, in sintesi, la trama: nel 1807, la fregata inglese "Lydia", comandata dal Capitano Hornblower, viene inviata in missione segreta in Nicaragua. Il suo scopo è quello di appoggiare un piccolo capo locale intento a sollevare le colonie spagnole guidate da El Supremo, cosa che non può far altro che tornare utile all'Inghilterra. Ma non appena il capitano mette le mani sul galeone spagnolo "Navidad", dove s'imbatte in Lady Barbara Wellesley, innamorandosene, apprende che, nel frattempo, la Spagna e l'Inghilterra, hanno stretto un patto d'alleanza. Successivamente, sarà inviato con la sua fregata, assieme alla nave "Sutherland", contro le truppe di Napoleone a La Taste.

Dalle musiche di questo film, come usuale, l'autore stesso trasse una suite da concerto, oggetto della presente puntata. In questa musica, traspare la passione per il mare, del compositore, tant'è che, per immergersi meglio nell'atmosfera del film, passò parecchie settimane sulla costa meridionale dell'Inghilterra, analogamente, almeno in parte, a quanto fece Claude Debussy parecchio tempo prima, all'epoca della composizione de "La mer".

Seguiranno alcuni brani facenti parte della sua produzione destinata alla sala da concerto: il primo, "Lake of the Woods", è un poema sinfonico composto negli anni '40, riferito ad un'area dell'Ontario Settentrionale scarsamente popolata, ricoperta di foreste ed innumerevoli piccoli laghetti, circondati da scenari mozzafiato, composizione che testimonia l'amore per la sua terra nativa, da parte del musicista; dopo un piccolo intervallo, il secondo, "A Promise of Spring", è un brevissimo brano scritto negli anni '50; il terzo, conclusivo brano della puntata, è la "Rapsodia per Violino ed Orchestra", considerato dagli estimatori il migliore fra i suoi lavori di ambizione più impegnativa. Commissionato dalla BBC, ebbe la sua prima assoluta, sia pure in forma abbreviata, alla Royal Festival Hall di Londra, il 7 giugno 1958, nell'ambito del "BBC's Light Music Festival", evento annuale prolungatosi per parecchio tempo. Fu composto per Raymond Cohen, che lo eseguì con la BBC Concert Orchestra diretta dall'autore. Lo stesso Cohen, successivamente, realizzò la prima incisione, questa volta in forma integrale, nel '60. Questo lavoro fu ripetutamente eseguito e registrato, anche dal solista canadese Steven Staryk.

Postludio: "Robert Farnon è fra i vari esponenti, con brani come il "Westminster Waltz", di quel genere che, soprattutto in area anglosassone (includendo non solo la Gran Bretagna ed il Nordamerica, ma anche il Canada e l'Australia) viene definito "light music" o, meglio ancora, "light orchestral music" (in America meglio conosciuto come "concert music"), ma che non corrisponde affatto alla definizione nostrana di "musica leggera" (corrispondente semmai di più al "pop", abbreviativo di "popular", appunto), ma piuttosto a quelle, invero assai grossolane, di "semi-classico", "semi-sinfonico" o "classico-leggero". Ci fu, credo fra gli anni '40-'70, anche un italiano, con la sua orchestra, celeberrimo in questo campo, naturalmente soprattutto in area anglosassone: Annunzio Mantovani. Negli Stati Uniti furoreggiava, fra gli altri, un "certo" Andrè Kostelanetz, anch'egli con la propria orchestra, solo per fare il primo esempio che mi viene in mente. Questa "light music" ha in realtà una struttura robustamente sinfonica, sia pure con minutaggi che non arrivano certo a livelli wagneriani, ma con un linguaggio (teoricamente) più semplice, immediato ed orecchiabile, anche se, in realtà, spesso è vero piuttosto il contrario, poichè gli esempi più riusciti del genere, pur non arrivando certo ad impiegare tecniche seriali od aleatorie, come la musica d'avanguardia più estrema, danno comunque dei punti, quanto a complessità e raffinatezza, alla musica etichettata come più "seria", con non pochi autentici gioielli, ed in effetti, direi che, il confine fra le due, non è poi così netto e definito, come penso si capirà pure dall'ascolto della puntata in oggetto. Questo tipo di musica produsse qualche esempio persino in Francia (Michel Legrand) e Germania (Bert Kaempfert)

Gabriele Evangelista


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