Il mitico musicista di “Fabbrica Illuminata” e l'estensore della “Breve storia della musica” rivissuti nel loro epistolario nel libro Nulla di oscuro tra noi. Lettere 1952-1988 di Massimo Mila e Luigi Nono, Il Saggiatore, curatori Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi.
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La ricerca artistica si intreccia con l'impegno sociale: il carteggio tra il compositore Luigi Nono e il critico musicale Massimo Mila
Le interviste di Daniela Tripputi, tratte da Enarmonie, programma in onda il sabato dalle 8.30 alle 9.30
(da Ibs.it)
Trent'anni di lettere, cartoline, telegrammi. Trent'anni di parole e colloqui a distanza. Trent'anni di amicizia tra due delle più importanti personalità della musica contemporanea. Massimo Mila, musicologo e critico musicale di fama internazionale, e Luigi Nono, il grande compositore veneziano, uno dei massimi protagonisti della storia musicale del xx secolo. La corrispondenza che i due intrattennero dal 1952 al 1988, conservata presso la Fondazione Archivio Luigi Nono di Venezia e la Fondazione Paul Sacher di Basilea, disegna il percorso evolutivo di un rapporto umano e intellettuale di straordinaria intensità. Esperienza privata, certo, ma che dialoga e si intreccia continuamente con le più importanti vicende culturali della seconda metà del Novecento, qui illuminate dalla prospettiva privilegiata di chi quelle vicende le ha vissute da protagonista. Come un flusso ininterrotto di parole e pensieri, che ci vengono offerti senza filtri e intermediazioni, in Nulla di oscuro tra noi le personalità di Mila e Nono emergono in tutta la loro complessità, calate come sono in un contesto in continuo movimento, scosso da mille trasformazioni e, anche per questo, puntualmente ricostruito nel commento dei curatori. Il carteggio è completato da una corposa scelta degli scritti di Mila su Nono e molte delle lettere scambiate tra Nono e l'editore Giulio Einaudi, ad arricchire di documenti la storia del profondo legame tra il compositore veneziano e l'ambiente culturale torinese.
Daniela Tripputi intervista i due curatori Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi
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