Giovedì pomeriggio Federico Fiumani ci racconta del nuovo disco e rivive con noi parte della storia della sua band. Pandemonium dedica ai Diaframma uno speciale in occasione dell'uscita dell'album, Niente di Serio.
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Speciale Diaframma
Pandemonium, il programma musicale del pomeriggio di Radio Città Fujiko. In onda dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 17.00.
Invece si parla di musica sul serio quando si parla dei Diaframma. Si parla dei creatori della new wave italiana, di una Firenze anni '80 fertile e magica, di una band che non ha mai fatto boom ma ha saputo fare storia.
Si chiamano Diaframma, ma da tempo si sa che è lui, Federico Fiumani, il grande protagonista di questa storia musicale tutta italiana. Lui che da quando si è formata la band a fine anni '70 ne è stato il chitarrista, autore e dopo vari cambi di formazione, ne diventa anche la voce. Inizia tutto su una collina alle porte di Firenze, e il loro primo sound è la traduzione della loro ossessione per lo stile anglosassone, Ian Curtis in primis.
Ma dall'imitazione passano velocemente a uno stile ben definito, una new wave in italiano che esplode col primo album. E' il 1984, il primo cantante è stato sotituito da Miro Sassolini, e Siberia è un disco dalla bellezza clamorosa. La voce di Miro stupisce per il suo lirismo e per il timbro tenorile, e sa incarnare perfettamente i testi cupamente romantici di Fiumani.
Il connubio tra i due dura solo altri due album, e poi è Fiumani a prendere le redini del gruppo. Continua la sua ricerca musicale sprezzante e fervida, in cui sa unire il punk/wave a un cantautorato disarmante per quanto diretto e sensibile.
I suoi testi sanno colpire basso e arrivare al cervello con veloci battiti, al limite tra romanticismo e perversione. Dopo anni di carriera Fiumani non smette di sorprenderci, sa descriverci nelle nostre più brutte abitudini senza imbarazzo.
Niente di Serio ritorna in alcune tracce alle prime sonorità dei Diaframma e non rinuncia all'afflato punk, che si esalta nell'attitudine al raccontare. Vale davvero la pena di ascoltare questo loro nuovo album, che senza prendersi troppo sul serio in certi momenti arriva dritto come un pugno allo stomaco.







