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Fred Wesley and New JB's live 8-5-2017

Fred Wesley fa vibrare la Sala Paradiso con i suoi New JB's nel maggio funk della rassegna "paradiso Jazz" a San Lazzaro di Savena (BO)


di redazione
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Non è musica, è un morso di un rettile che ti porta in un altra atmosfera, che ti regala un modo di vivere... Entri in un vestito che ti si cuce addosso, ti guardi allo specchio dentro la musica che ascolti e ti esalti perché ti calza a pennello.

Mai avrei pensato che il concerto partisse con un brano intoccabile. Fred scalda il gruppo con Chameleon di H.H. Il morso del funk tira da subito. La batteria è un metronomo svizzero di colore. La tromba di Gary Winters non perde un colpo e i giri del bassista Dwayne Dolphin trovano spazio tra le note ordinate di un pezzo tagliato col bisturi. Se il buongiorno comincia dal mattino questa, già me lo sento, sarà una giornata memorabile. Con Fred gli elementi sono sette ma portano il suono avanti lento ed inesorabile come una slavina di un orchestra al suo completo. A blow for me, a tooth for you prosegue il concerto, con il suono sperimentale inconfondibile degli horny horns. Sembrano catturati dall'astronave mothership connection dei Parliament. Non a caso il disco, il primo di Fred con gli Horny Horns, fu prodotto da Clinton stesso e da Bootsy Collins. Il basso ricorda la propria presenza, lo senti rimbalzare chiuso proprio sopra la bocca dello stomaco. Il brano si dilata e trova spazio la tastiera di Peter Madsen, a scorrere susseguono gli altri strumenti. C'è molto di più di James Brown nei jb's. I new jb's portano degnamente avanti la mission ed il verbo del funk è ancora una volta fresco e presente. Mi chiedo se faccio più fatica io a respirare o loro a suonare. Provo malignamente a cercare sbavature ma non ne trovo segno. Sono un capolavoro, non pensavo di trovarmi ad esaltare Fred per l'ennesima volta, ma è sempre come la prima: ogni nota al suo posto, come se non fossero studiate, come fossero il prodotto semplicemente perfetto della natura. Ordinati ed artistici come frattali in un broccolo. Irriprodicibili. Il concerto prosegue mantenendo i suoi bpm sicuri come il ticchettio della pendola di casa. La batteria di Bruce Cox è un metronomo cuore indispensabile dell'intero corpo sonoro, pompa funky ad ogni battuta. Non accelera, il ritmo del funky dei new jb's ti carica e ti mette la museruola. Tic tac, ipnotizza implacabile ed il tuo corpo si muove a tempo, incondizionato, sotto ipnosi. Non è musica, è un morso di un rettile che ti porta in un altra atmosfera, che ti regala un modo di vivere... Entri in un vestito che ti si cuce addosso, ti guardi allo specchio dentro la musica che ascolti e ti esalti perché ti calza a pennello. Nella seconda parte il ritmo si rompe, dà spazio a contaminazioni jazz, a cambi repentini di tempo dispari e qualche chiacchiera con il pubblico. Ancora una volta batteria, fiati, basso e chitarra sono tutti perfettamente a loro agio. Quasi al termine del concerto trova spazio un brano d'amore che pare uscito da una colonna sonora di quarant'anni fa, che Fred con un filo d'aria di settanta e passa primavere mantiene librarsi nell'aria, fino a chiudere nelle atmosfere profonde del classico funk di pass the peas e House party. Si rilegge la storia spartito dopo spartito in una musica sempre attuale. Il groove non ti abbandona. Lunga vita a Fred Wesley and the New JB's.

Dj fisH

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