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Fatoumata Diawara, un'artista con "qualcosa da dire"

Il fotoracconto del live dell'artista maliana all'Estragon.


di redazione
Categorie: Musica
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Fatoumata Diawara Foto: Matilde Morselli

Salita sul palco dell'Estragon dieci giorni fa, l'artista maliana Fatoumata Diawara ha incantato tutti sulle note di "Fenfo", "Qualcosa da dire". Il fotoracconto di Matilde Morselli.

Nata in Costa D’Avorio ma cresciuta in Mali, Fatoumata Diawara anche se a Parigi da anni, continua ad essere una donna d’Africa, orgogliosa di esserlo. Canta in bambara, la lingua maliana e lo fa con una grande passione e un grande cuore, due cose che condivide con chi l’ascolta. Cresce in un clima conservatore da cui riesce ad emanciparsi viaggiando, portando il suo talento come artista a 360 gradi fuori dal continente nero. La svolta vera e propria avviene con l’incontro del produttore della band Buena vista social club, Nick Gold, che la seguirà nella produzione del suo primo disco.

Fatou è arrivata a Bologna il 22 febbraio facendo un sold-out che ha costretto gli organizzatori a spostare la location del live dal Locomotiv Club all’Estragon, è arrivata con una carica espressiva prorompente, con la sua musica totale espressione di libertà. Assistere ad un suo live è come partecipare alla performance di una sacerdotessa che sul palco pronta a compiere rituali e cerimonie, coinvolgendo un mash-up di culture diverse. Fatoumata in questo modo da prova del fatto che è possibile rompere lo schema rigido della tradizione africana che non vuole vedere le donne esibirsi, tanto meno farsi portavoce dei diritti di emancipazione che spettano loro. Fatou porta questo, la tradizione del suo paese costituita dal ritmo e dalla musica in ogni rituale e la ribellione; lei stessa in un’intervista afferma: “Attraverso la musica possiamo lentamente cambiare le cose ed è più facile per me perché non vivo in Mali. Se la mia generazione potesse pensare un po’ più a se stessa sarebbe meglio, specialmente per le ragazze”.

GUARDA IL FOTORACCONTO DEL LIVE DI FATOUMATA DIAWARA:
Fatoumata Diawara @Estragon 

Il 25 maggio è uscito il suo nuovo album: FENFO che tradotto sarebbe “qualcosa da dire” registrato fra Mali, Burkina Faso, Barcellona e Parigi, molti anni dopo FATOU, l’album di debutto uscito nel 2011. Fatoumata è considerata uno dei più grandi talenti della scena africana il motivo è semplice quanto complessa è la sua missione: unire la tradizione al contemporaneo, sperimentando la sua estensione vocale attraverso l’accordo con il suono delle chitarre di Yacouba Kone, il basso di Sekou Bah, la batteria di Jean Baptiste Gbadoe e le tastiere di Arecio Smith.

Sale sul palco e lo colora, vestita di rosso non solo suona e non solo canta, Fatoumata alterna musica e parole, parla di una nuova Africa, parla alle donne, parla di pace e diritti umani, alza il pugno chiuso. Gli intenti sono chiari. Tra la presentazione del suo ultimo progetto e pezzi più storici, si dedica a un tributo ad un’altra grande donna attivista per i diritti civili: Nina Simone, suonando “Sinnerman”. Balla e canta appassionata Fatou, cade il turbante e volteggiano i dread. Quasi due ore di live che terminano con: “C’è qualcuno che vuole saltare sul palco qui con me per provare a ballare la mia danza africana?”. Scavalcati transenne e pit, il palco si scatena e sembra che si parli tutti la lingua universale che questa grande coraggiosa donna ci sta insegnando con l’energia e la positività di Mama Africa.

Matilde Morselli

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