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Speciale Siren Festival ad Afternoon Tunes

In giro per festivals sabato 20 maggio h 16.15


di Andrea Tabellini
Categorie: Afternoon Tunes
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Continua il giro per festivals italiani e stranieri di Afternoon Tunes. Sabato 20 maggio h 16.15 andremo al Siren Festival di Vasto. Per l'occasione interverrà Pietro Fuccio, head di DNA concerti, tra gli organizzatori del festival. Metteremo in palio un abbonamento venerdì e sabato, quindi un motivo in più per seguirci sui 103.1 mhz o in streaming su www.radiocittafujiko.it

Associazione Stardust Productions e DNA concerti sono orgogliose di annunciare
SIREN FESTIVAL 2017 ALLAH LAS • APPARAT dj • ARAB STRAP BAUSTELLE • CABARET VOLTAIRE CARL BRAVE X FRANCO126 • DANIEL MILLER GHALI•GHOSTPOET•JENNY HVAL NOGA EREZ• TRENTEMØLLER
And more…

27 - 30 luglio 2017 – Vasto (Ch) – Siren Festival
BIGLIETTI E ABBONAMENTI 40 euro + d.p. venerdì
40 euro + d.p. sabato 60 euro+d.p abbonamento venerdì e sabato Biglietti e abbonamenti disponibili su: su www.sirenfest.com e www.bookingshow.it www.ticketone.it call center 892 101 www.vivaticket.it call center  892.234 www.ticket24ore.it call center 02 54 271 www.ciaotickets.com infoline 085 972 0014


VENERDI 28 LUGLIO – Baustelle, Apparat, Allah-Las, Cabaret Voltaire, Ghali, Jenny Hval

SABATO 29 LUGLIO – Trentemoller, Ghostpoet, Arab Strap, Carl Brave x Franco126, Noga Erez, Daniel Miller



ALLAH LAS
Freschi di pubblicazione del bellissimo Calico Review, pubblicato nel settembre del 2016, gli Allah-Las arrivano al Siren. La band californiana si è imposta all'attenzione generale con il loro album di debutto omonimo, uscito nel 2012, in cui il quartetto, composto da Miles Michaud, Pedrum Siadatian, Spencer Dunham e Matthew Correia, ha dimostrato ampiamente tutto il suo amore per le sonorità psichedeliche degli anni '60. Il gruppo si forma quando tre dei suoi quattro componenti lavorano al mitico Amoeba Store di Los Angeles, fonte inesauribile di gemme musicali della storia americana. E' qui che approfondiscono la loro passione per il garage e la psichedelia. L’universo sonoro degli Allah-Las è una perfetta miscela di pop stile British Invasion, di psichedelia della West Coast americana e di grezzo rock'n'roll garage. Sin dal primo singolo, (Catamaran) nel 2011, il quartetto viene prodotto da Nick Waterhouse sulla sua Pres Label. Nel 2012 il produttore fonda la nuova label Innovative Leisure e li porta con sé, producendo il loro omonimo debutto. E' l'inizio dell'ascesa per la band californiana che riceve critiche entusiastiche anche in Europa, dove il suo debutto a Londra viene descritto dal Guardian come "a blissful 45 minutes on a cold night”.  Gli Allah Las si affermano come i capofila di un intero filone revivalista nei suoni,  celebrato anche in diverse serie televisive ("Aquarius" con David Duchovny di X-Files e Californication). Il 2014 vede la pubblicazione del secondo album Worship the Sun che non tradisce i fan e conferma il loro talento e il loro stile. Due anni dopo arriva Calico Review, raccolta di gemme pop psych pubblicato con la Mexican Summer che mette in luce la capacità della band di andare oltre il revivalismo e di dar vita ad un universo sonoro originale, frutto di diverse influenze.
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APPARAT dj
Grazie a lui, il dancefloor ha (ri)scoperto un’anima: giocare anche sull’espressività, sulle emozioni, su dolci e feroci malinconie, e non unicamente sull’architettura ritmica. Apparat, alias Sascha Ring, classe 1978, è ormai a pieno titolo uno dei giganti dell’elettronica contemporanea: lo è da solista (“Walls”, 2007, è un caposaldo assoluto), lo è stato nelle collaborazioni con Ellen Allien (la co-produzione di “Berlinette” o l’album a due “Orchestra Of Bubbles”), lo è nell’aver dato vita assieme agli amici Modeselektor al supergruppo Moderat (tra album all’attivo, il primo nel 2009, e un successo che ha abbattuto steccati come pochissimi altri nell’ultimo decennio). Ma lo è fin da quando John Peel, nel 2004, lo invitava ospite delle sue “Sessions”. Un’artista a trecentosessanta gradi, capace di passare dalle colonne sonore da compositore per il teatro su rifrazioni ambient e post rock (“Krieg Und Frieden”, 2013) a un’attività da dj fatta con piglio
e personalità, dove le radici della musica elettronica così come oggi la conosciamo si si sviluppano su gemme old school, schegge acid, lunghe escursioni techno oscure ed inquietanti, arrivando però a contaminarsi con le frequenze basse e le ritmiche spezzate più contemporanee. Anche dietro la console, la sua visione è insomma forte, inconfondibile, unica. Una dote rara, al giorno d’oggi. Davvero rara. READ MORE: www.facebook.com/apparat.official/?fref=ts
ARAB STRAP
A venti anni dalla loro formazione e a dieci dal loro scioglimento, gli  ARAB STRAP dopo una mitica reunion lo scorso anno per tre live andati sold out in poche ore IN UK, arrivano al SIren Fesival, freschi di pubblicazione di un doppio album contenente secret hits e rarities dalla loro carriera. il duo cult-pop scozzese, composto da Aidan Moffat e Malcolm Middleton, arriva in Italia per celebrare il compleanno della band ad un anno dalla grande reunion ed a pochi mesi della pubblicazione del doppio album celebrativo. L’omonima compilation, che racconta i dieci anni di una carriera tanto influente quanto controversa, mostra tutte le straordinarie capacità di una band che ha sempre rifiutato di conformarsi a qualsiasi aspettativa. Dall’ottima Shy Retirer al piano noir di Love Detective, dal lo-fi sconnesso di The Clearing all’elettronica spartana di Rocket, Take Your Turn, gli Arab Strap si sono rivelati sempre senza paura ed originali sin dal primo minuto di Aidan in First Big Weekend del 1996. Tutti coloro che da anni sentono nostalgia del suono inimitabile e indimenticabile del duo, voce fondamentale dell’indie rock, saranno finalmente ripagati dell’attesa!
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BAUSTELLE
Mentre il tour teatrale di presentazione dell’album L’AMORE E LA VIOLENZA è ormai arrivato al giro di boa, facendo registrare ovunque il tutto esaurito, i BAUSTELLE annunciano oggi la loro partecipazione al SIREN Festival, nell’ambito del tour estivo intitolato L’ESTATE, L'AMORE E LA VIOLENZA (Warner Music) è il nuovo acclamato album dei Baustelle prodotto artisticamente da Francesco Bianconi e mixato da Pino "Pinaxa” Pischetola. Composto da dodici brani – dieci canzoni e due brani strumentali – si tratta del settimo album di studio del gruppo. “Quando penso a questo disco l'aggettivo che mi viene in mente con più frequenza è "colorato"” – dice Francesco Bianconi. “Volevamo fare un disco con dentro le canzoni pop che non sentiamo mai alla radio, fare un disco di canzoni pop che per una volta, come una volta, non temano di rivelare una propria eccitante complessità. Questo è forse il nostro disco più libero, da questo punto di vista. In una intervista di qualche mese fa ho detto che "L'amore e la violenza" sarebbe stato un disco "oscenamente pop". Questo intendevo: musica che non si vergogna di esibire la propria libertà. In questo senso è "colorato": nella maniera in cui gioca a essere libero. Chi l'ha detto che non si può far suonare Haydn e Moroder nella stessa stanza? Dipende dal modo in cui li fai suonare, e dal coraggio che hai nel lasciarli provare.” La band di Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) sarà affiancata sul palco da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere) e Andrea Faccioli (chitarre).
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CABARET VOLTAIRE
Progetto di culto fondato da Richard H. Kirk nel 1973 assieme a Stephen Mallinder e Chris Watson, attivissimo fino a metà anni ’90 e ora tornato al centro della multiforme attività di Kirk, i Cabaret Voltaire sono una band fondamentale che ha avuto un’enorme influenza nella musica degli ultimi decenni, con album come “Mix-Up”, “Three Mantras”, “Red Mecca” che sono autentiche pietre miliari. Una musica che ha sempre voluto sovvertire, infettare, trasfigurare la realtà: passando per un uso non tradizionale degli strumenti, per un approccio “tecnologico” dadaista ed iconoclasta, per una capacità di disegnare scenari alieni, destrutturati e beffardi sospesi tra utopie futuriste e visioni oblique e stravolte del presente, giocando anche con stilemi dance o commerciali quando necessario (debitamente trasfigurati, ovvio). Techno, dub, industrial, house atmosferica, echi pop e giochi sperimentali: dei precursori assoluti, che oggi suonano attuali – e taglientemente ipercontemporanei – come non mai. READ MORE: facebook.com/CabaretVoltaireOfficial

CARL BRAVE X FRANCO126
“Polaroid” è la raccolta di 10 istantanee che fermano il frammento di una storia, un attimo che non tornerà mai più uguale a sè stesso, e proprio per questo fragile ed irripetibile. Sullo sfondo c’è sempre Roma, a “scattare” però non c'è una macchina fotografica, ma lo sguardo sincero di Carl Brave e Franco126, prima amici che musicisti, prima per strada che in studio. Nelle loro canzoni la città eterna esce dalla solita retorica in cui è intrappolata nell'immaginario collettivo, per vestire i panni di una metropoli contemporanea, cosmopolita, carica di contraddizioni e per questo ancor più poetica. Dieci pezzi scritti e prodotti in una mansarda trasteverina e poi pubblicati su youtube di getto, spinti dall'urgenza di dire e fare, immagini lampo della vita di tutti i giorni, piccoli dettagli e situazioni tra le cui trame si annida la magia del quotidiano. Come i vicoli del tredicesimo rione, così anche chitarre acustiche su batterie elettroniche si intrecciano in maniera armonica sulla stessa traccia. Auto-tune e sax, trap e hip-hop convivono in maniera unica e personale, come è unica e personale la via musicale che i due ragazzi dall'altra parte del Tevere si stanno aprendo davanti al loro passaggio.
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DANIEL MILLER
Fondatore della Mute Records, colui che ha scoperto nomi come Depeche Mode o Moby (giusto per citarne due, ma l’elenco sarebbe lunghissimo): Daniel Miller, classe 1951, potrebbe vivere di rendita sul suo status di leggenda della discografia mondiale. Ma la sua attitudine, da sempre visionaria, spigolosa, rivolta verso il suono del futuro, lo ha portato negli ultimi anni a reinventarsi una carriera come dj in campo techno ad altissimo livello. Nasce tutto dall’invito dell’amico (e fan!) Karl O’Connos, alias Regis – metà del duo Sandwell District, un’istituzione della techno britannica più solida e priva di compromessi – per dividere la console durante un set al Berghain, santuario assoluto della club culture
globale più intransigente e rigorosa. Niente di nostalgico, nessun set revival a celebrare glorie passate (come la seminale hit “Warm Leatherette”, anno 1978, la produzione che ha lanciato Miller nell’industria discografica alternativa), ma suoni cupi, cattivi, inquietanti, una tech-house perfettamente al passo coi tempi se non direttamente con un futuro sinistramente distopico. Da lì in avanti sono arrivate chiamate di enorme prestigio: lo Space ad Ibiza, il Melkweg durante l’Amsterdam Dance Event, il Sónar, il Bootleg a Tel Aviv, Culture Box a Copenhagen, una Boiler Room a Berlino targata m_nus su invito diretto di Richie Hawtin. READ MORE: mute.com/mute/daniel-miller
GHALI
Il 3 Ottobre 2016 Ghali annuncia l'uscita del nuovo singolo "Ninna Nanna" Il singolo ha una copertina ufficiale, una foto scattata da Iosonopipo nella quale viene ritratto il rapper assieme a sua madre. Il singolo esce per "Sto Records", etichetta da lui fondata. Al brano ne segue un altro, "Pizza Kebab" anch'esso pubblicato in anteprima su Spotify. Nel 2015, Ghali ha lanciato anche una sua linea di abbigliamento streetware, la Sto Clothing. Nel 2016 viene invece lanciatoil suo canale YouTube dedicato al rap italiano, Sto Magazine, nel quale si possono trovare interviste ai più interessanti rapper del momento. Il disco d'esordio è previsto per l'estate del 2017.
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GHOSTPOET
Obaro Ejimiwe aka Ghostpoet è nato a Coventry ma è a Londra che ha trovato la propria dimora ideale. Accento afro-cockney, metriche irregolari, storie di strada. Ma anche apnee elettroniche, beat glaciali e penombre fumose ed intense. Squarciate da una voce che fa (timidamente) eco a quella di Gil Scott-Heron, Ghostpoet ha da poco lanciato Immigrant Boogie, il nuovo singolo via Play It Again Sam, e prima traccia ad emergere da diverse sessioni registrate negli ultimi mesi a Londra. Si tratta del primo materiale che vede la luce dopo l’acclamato album del 2015 Shedding Skin. Avvolto in una virtuosità post-punk, Immigrant Boogie è un racconto incredibilmente pertinente nel 2017. Ghostpoet nel 2010 viene notato su Myspace dalla Brownswood Recordings del DJ di culto Gilles Paterson, che gli pubblica il primo EP The Sound Of Strangers a giugno 2010. Nel frattempo collabora con Micachu e con i nomi più rilevanti dell’hip hop britannico oltre che al progetto Africa Express di Damon Albarn. Nel 2011 arriva Peanut Butter Blues & Melancholy Jam e viene candidato al prestigioso Mercury Prize. Nel 2013 esce Some Say I So I Say Light e Nel 2015 arriva Shedding Skin il terzo album di studio che è un coraggioso ed esperto viaggio in metodologie precedentemente inesplorate e vanta la collaborazione di artisti come Lucy Rose, Nadine Shah, Melanie De Biasio e Paul Smith dei Maximo Park. Shedding Skin è una cascata di inarrestabile potenza: la reinvenzione e la distillazione di tratti da lui inesplorati fino a quel momento. Un album coerente e solido, totalmente innovativo che gli fa guadagnare una nuova nomination ai MERCURY PRIZE. READ MORE: https://www.ghostpoet.co.uk
JENNY HVAL
‘Blood Bitch’ è la nuova fatica dell'artista norvegese Jenny Hval ed arriva a un anno di
distanza dal precedente ‘Apocalypse Girl’. Uscito per Sacred Bones Records nell’autunno del 2016, Il nuovo album vede Jenny collaborare di nuovo con il produttore norvegese Lasse Marhaug e dare vita ad un gioiello di avanguardia elettronica, folk sperimentale, beat e droni glaciali. I dieci capitoli di ‘Blood Bitch’ recitano storie sanguinarie, legate a realtà, fantasia e fiction cinematografica. Il nuovo album di Jenny Hval è un concept legato al ruolo del sangue nella società moderna e passata. ‘Blood Bitch’ è un album glaciale dove storie atroci e location desolate risvegliano il gusto e l’estetica minimal gore tipica del black metal norvegese. L’artista e scrittrice norvegese ha sviluppato negli anni un sound unico, sin dalla pubblicazione del primo album ‘To Sing You Apple Trees‘ nel 2006, quando Jenny si nascondeva dietro al monicker ‘Rockettothesky’. Per i suoi ultimi due album, ‘Innocence Is Kinky’ del 2013 (prodotto da John 'PJ Harvey' Parish per Rune Grammofone) e ‘Apocalypse Girl’ del 2015 (debutto su Sacred Bones), Jenny ha ricevuto plausi dalla critica di tutto il mondo per il suo modo originale di scrivere testi e musica, l’affascinante voce e gli arrangiamenti non tradizionali. READ MORE: facebook.com/jennyhval/?fref=ts
NOGA EREZ
La giovanisima artista israeliana di Tel Aviv arriva al Siren per presentare l’attesissimo album di debutto Off The Radar che sarà pubblicato all’inizio di giugno da City Slang. L’album è anticiparlo dai singoli Dance While you Shoot e Pity, accompagnati dai relativi videoclip. Nata nel 1990, alla vigilia dello scoppio della Guerra del Golfo, Noga Erez è un’artista fortemente politicizzata; questo elemento si traduce nel disco in un immaginario iper-realista  che riflette spesso su temi come la violenza e i mass media e l’attualità. Influenzata sia da artisti come Björk, M.I.A. and fka Twigs che come Flying Lotus, Kendrick Lamar e Frank Ocean, Noga è autrice di un universo sonoro in cui le potenti atmosfere forgiate con i suoi synth e i beats ingenui cavalcano coraggiosamente i generi, esaltati e rinforzati dall'ambiente in cui è cresciuta. Convinta che la musica abbia il difficile compito di fornire agli ascoltatori spunti di ispirazione e di riflessione e allo stesso tempo attimi di puro divertimento e di fuga dalla realtà, Noga si afferma come una delle artiste elettroniche più promettenti in circolazione. READ MORE http://nogaerez.com/

TRENTEMØLLER
Ricami melodici che colpiscono al cuore, attenzione al suono in ogni minimo dettaglio, capacità di combinare sensibilità indie e quelle elettroniche con un piglio raro, molto personale: è con queste armi che il danese Anders Trentemøller è diventato uno degli artisti più amati dell’ultimo decennio. Una storia d’amore, quella fra lui e un pubblico fin dall’inizio molto vasto, preparato e trasversale, iniziata dalle sue prime produzioni (una serie di EP a partire dal 2003) e soprattutto dal suo album d’esordio “The Last Resort”, anno 2006, finito all’epoca in moltissime classifiche sui migliori album dell’anno, dandogli definitiva consacrazione. I successivi “Into The Great Wide Yonder” (2010) e “Lost” (2013) non hanno fatto che confermare il suo status di artista sia di culto, sia in grado di parlare a pubblici diversi, sfaccettati. La musica di Trentemøller sfugge infatti catalogazioni precise: il suo tocco molto personale nell’attraversare le coordinate comprese fra elettronica ed indie non si fa in alcun modo ingabbiare in traiettorie predeterminate. “Fixion”, uscito a settembre 2016, più che essere una
rivoluzione rispetto al suo predecessore “Lost” ne è una prosecuzione ideale. Restano alcuni fondamentali tratti distintivi: il tocco malinconico, la preziosità delle soluzioni melodiche ed armoniche, un romanticismo di fondo molto scuro. Il tour che segue l’uscita di “Fixion” vede Anders Trentemøller sul palco con altri quattro rodati compagni d’avventura, tra cui Marie Fisker alla voce, pronti a destreggiarsi tra basso, chitarra, batteria e vari synth. Un organico di grande impatto, la cui forza è ulteriormente valorizzata dal solito attentissimo lavoro su luci e visuals e dal contributo dell’artista svedese Andreas Ermenius (già responsabile dell’artwork di “Fixion” e regista dei video dei tre singoli da esso estratti), che ha curato il design del palco. READ MORE: https://www.facebook.com/trentemoller/ http://www.trentemoller.com

Siamo felici di presentare il nuovo artwork per il SIREN FESTIVAL 2017, a cura di Gianni Puri Gianni Ian Puri è un illustratore, architetto e musicista con base a Roma. Lavora nel campo dell'illustrazione editoriale, della grafica musicale e pubblicitaria. Cofondatore e art director di La Macchina Studio. Ama il riverbero e gli animali dal collo lungo. Nell’ideare il nuovo artwork per il Siren Festival 2017, Gianni ha immaginato il festival come energia vitale che illumina la città, come un mare che avvolge e inonda ogni angolo di Vasto! giannipuri.com lamacchinastudio.net



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