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Il viaggio internazionale dei Barcelona Gipsy Balkan Orchestra a Basse Frequenze

Un gruppo fatto di contaminazioni musicali, una proposta basata sull’unione di più culture: assistere ad un concerto dei Barcelona Gipsy Balkan Orchestra è un viaggio magico. Intervistati per noi da The Festival's Backpack.


di festivalsbackpack
Barcelon Balkan Gipsy Orchestra

In occasione di Basse Frequenze, i BGKO vi porteranno con loro venerdì 29 giugno con un concerto imperdibile.

La band, nata del 2012, si esibirà sul palco cuneese per farvi ballare e sognare a suon di musica balcanica e non solo. Siamo degli immancabili curiosi e non potevamo non fare qualche domanda a questo affascinantissimo ensemble!

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La vostra bellissima cronologia musicale è fatta di incontri e contaminazioni continue. La prima curiosità è prevedibile: avete cambiato nome tre anni dopo la vostra nascita. Da Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra siete diventati Barcelona Gipsy Balkan Orchestra. Ci raccontate la storia di questa scelta?

È stata una scelta storica, un poco sofferta, figlia di un momento difficile nel gruppo dove abbiamo avuto dei cambi profondi. La divisione con l’altro cofondatore della vecchia BGKO, Robindro Nikolic, che assieme a me era stato il motore e il cervello dell’origine del progetto, ci ha spinto a cercare un nuovo nome che mantenesse una continuità forte con il precedente, pero lasciava chiaro che la direzione artistica era cambiata. Robindro era il piú interessato al Klezmer, mentre noi avevamo una visione piú ampia della musica tradizionale dell’Est d’Europa, e con la parola Balkan volevamo aprirci a un repertorio piú vasto e piú generale, strizzando l’occhio alle contaminazioni di genere ed auspicando un futuro centrato sulla composizione “a tema” e “in stile”.

La vostra musica è accolta in ogni luogo dove vi esibite con tantissimo entusiasmo e calore. Uno degli eventi più famosi è stata la Balkan Reunion, dove avete suonato con tantissimi artisti di diversa
provenienza geografica e musicale. Di questo evento cosa portate con voi? Pensate di riproporre una reunion?

Portiamo con noi tantissimi incontri con i maestri piú illustri della musica balkanica, ci portiamo l’essenza stessa di questa musica, respirata e vissuta assieme ai grandi, l’unico modo per permettere al tuo corpo di familiarizzarsi al massimo con questa musica fino a diventare quasi “tua”. Tra l’altro questi incontri sono stati una porta aperta a mille altri, in tutti i nostri viaggi e tour, ogni volta che possiamo, continuiamo a collaborare con musicisti locali o organizziamo jam session, feste private a casa di leggendari musicisti. Con 5 anni ininterrotti di tour per piú di 30 stati, ti assicuro che la nostra rete musicale inizia ad essere ricchissima e fertile, ci apriamo ai vari generi e stili di ogni paese e prendiamo da ognuno quello che piú ci innamora. Abbiamo appena fatto una nuova grande collaborazione, a Barcellona al teatro Grec (Agosto 2017) e a Belgrado al Sava Centar (Maggio 2018) con il maestro Serbo Bora Dugić, flautista insuperabile, assieme al suo il braccio destro Boban Prodanović alla fisarmonica. Sul nostro canale di youtube ci sono dei bellissimi video che testimoniano questa featuring.
Per rispondere alla domanda, stiamo continuamente pensando a collaborazioni, e la prossiama Balkan Reunion è sempre presente nei nostri sogni sul futuro.

Attualmente siete impegnati in un viaggio che tocca diverse città europee con “Avo Kanto”. Queste due parole in esperanto significano “Grandfathers songs”. Sono una sorta di preghiera, benedizione per i diversi popoli che sperate di diffondere attraverso la vostra musica?

Hai detto giusto, la nostra è una preghiera ai tempi moderni, gli chiediamo di fermarsi un attimo, di ascoltare e dare attenzione alla tradizione e alla storia, valorizziamo la profondità di certe melodie che son capaci di toccare il cuore della gente, a prescindere dalla sua provenienza. La musica probabilmente è uno dei linguaggi più universali dell’umanità, ed è affascinante il suo potere di unione, di far avvicinare popoli e culture così lontane e tense tra di loro. La musica balcanica è una musica che non ha frontiere, che unisce tutti, proveniente da una terra dilaniata da tante guerre e inimicizie locali, di confine, etniche e religiose. Mentre, la musica di tutti quei paesi che vanno dalla Polonia, all’Ucraina e giú fino alla Turquia e al mediterraneo, ha una anima comune. Che si può ritrovare anche in Italia, nell’adriatico o nel sud, con la tradizione Albenese Arbëreshë, alle influenze arabe della musica Napoletana e partenopea o alle influenze Greche della musica Salentina.
Possiamo non parlare la stessa lingua e non riuscire a comunicare, pero ritrovandoci insieme in una festa di buona musica tradizionale, balleremo e canteremo insieme come fratelli.


Nel vostro percorso dal 2012 ad oggi qual è il concerto che ricordate con più piacere? Con che canzone vorreste ricordarlo?

È difficile rispondere dopo quasi 500 concerti assieme…son successe così tante cose.
Recentemente abbiamo avuto una bellissima esperienza a Berlino, 2 concerti consecutivi in una bellissima chiesa, il Passionskirche. Ricordo con affetto questo concerto perché anche lí, siamo riusciti a far impazzire il pubblico, tutti in piedi a ballare dentro una chiesa, giovani e vecchi, hippies e borghesi berlinesi tutti aristocratici nel loro ascolto durante il concerto. Abbiamo ricevuto un calore, un’ammirazione e una gratitudine molto speciali, ed era la nostra prima volta nella cittá. Ci succede spesso, soprattutto nei balkani dove questa musica gioca in casa. Pero riuscire a far liberare il pubblico Berlinese, di una grande capitale Europea, ci ha sorpreso molto piacevolmente. Durante la lenta e onirica canzone greca Livisiani mou Perdika, l’eccitazione si è trasformata in contemplazione pura, e ad assere in una location cosí speciale, abbiamo sentito un sentimento di purificazione, come se fossimo un tutt’uno con il pubblico.

Il vostro tour continuerà in Grecia, Spagna, Italia e altri paesi. La vostra creazione musicale invece ha già una meta futura,qualche nuovo progetto?

Avo kanto ci ha giá portato in Italia, Spagna, Turchia, Germania, Francia, Austria, Grecia, Slovenia, Bosnia Herzegoniva, Serbia, Bulgaria, Ungheria. A settembre per la prima volta attraverseremo l’atlantico diretti verso il Canada. A febbraio 2019 andremo in Australia. Il 2018 è giá pieno di concerti fino a fine anno e nel 2019 abbiamo interesse giá dalla Ucraina, i paesi baltici, mentre continueremo a visitare i Paesi che giá ci conoscono e ci apprezzano. Nel frattempo, il nostro progetto piú ambizioso è quello di trovare un po’ di tempo per stare a casa tranquilli a comporre, aprire una nuova epoca creativa. Ma per questo abbiamo bisogno prima di liberarci dai tanti appuntamenti che ci aspettano! Poco a poco.

Barcelon Balkan Gipsy Orchestra

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