Radio Città Fujiko

Uno sguardo sulle migrazioni da altre prospettive

Il libro "Migrazioni nel Mediterraneo. Dinamiche, identità e movimenti".


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Il campo profughi di Zaatari

Guardare il fenomeno migratorio da altre prospettive, non solo quella europocentrica, per comprendere quali dinamiche innesca la sua gestione, quali poteri rafforza e come classe, nazionalismo, tribù e genere influenzino i cittadini del Mediterraneo e le loro relazioni. È quanto preso in esame dal libro "Migrazioni nel Mediterraneo. Dinamiche, identità e movimenti". Una chiacchierata col co-curatore Giuseppe Acconcia.

Dal potere economico e politico indirettamente conferito dall'Europa alle milizie libiche con l'accordo in chiave anti-migratoria, a nazionalismi, populismi e comunità migranti in Egitto e Siria; dal ruolo delle donne nel campo profughi di Zaatari in Giordania alla migrazione intellettuale dalla Turchia; dai falliti rimpatri in Tunisia all'esternalizzazione dei confini e la clandestinizzazione del migrante da parte dell'Europa.

Se si esce dalla retorica e dalla propaganda europocentrica sulle migrazioni, si possono scoprire mille sfaccettature e mille prospettive diverse. Prospettive che, se analizzate e incrociate, restituiscono un quadro d'insieme ben più interessante delle narrazioni massmediatiche e politiche. Un quadro che, ad esempio, racconta come i concetti di classe, nazionalismo, tribù e genere abbiano influenzato il modo in cui i cittadini del Mediterraneo hanno ripensato sé stessi e le loro relazioni reciproche, ma anche come alcune politiche migratorie abbiano rafforzato o rappresentato la fortuna di alcune forze autoritarie in altri Paesi del Mediterraneo.

È con questo approccio che è stato composto "Migrazioni nel Mediterraneo. Dinamiche, identità e movimenti", il saggio curato da Giuseppe Acconcia e Michela Mercuri, edito da Franco Angeli.
Un libro che, oltre a quelli dei curatori, annovera i contributi di Lorenza Perini, Alberto Gasparetto, Marco Omizzolo, Pina Sodano, Asli Vatansever, Giovanni Balslev Olesen e David Leone Suber.

In generale, il lavoro si pone il problema di rispondere ad una domanda: quale ruolo hanno giocato le migrazioni e i movimenti sociali nella formazione delle identità transazionali dei Paesi del Mediterraneo nella storia moderna e contemporanea?
Per farlo, si prendono in esame casi di studio differenti, dalla Libia alla Giordania, dall'Egitto alla Turchia, presentando spesso una critica a come le narrazioni mainstream abbiano raccontato il fenomeno.

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