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Migranti: Triton estesa fino a 138 miglia

Approvata la parte operativa dell'Agenda Immigrazione ma Wikileaks rivela un dossier riservato dell'Ue


di redazione
Categorie: Migranti
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L’Ue amplia i compiti di Triton: 'Ricerca e soccorso' fino a 138 miglia dalle coste italiane. Oggi la Commissione ha varato il piano per i migranti: garantiti 100 milioni l’anno e nuovi mezzi di controllo, non solo marittimo. Ancora polemiche dopo la pubblicazione, da parte di Wikileaks, di documenti riservati dell'Unione Europea. Il dossier, in cui si parla di un intervento militare in Libia, rivela il compito della missione: eliminare gli scafisti e controllare i giacimenti di petrolio

Via libera della Commisione al piano che introduce un nuovo meccanismo d'emergenza per il ricollocamento, all'interno dell'Unione Europea, di 40mila richiedenti asilo.
Ampliati i compiti di Triton, molto più simile a Mare Nostrum. Triton non solo avrà la stessa dote finanziaria (100 milioni l’anno), ma Frontex - l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere comuni - ha annunciato il ripristino della missione di 'Search & Rescue' nel Mediterraneo fino a 138 miglia dalla costa siciliana.  La Commissione ha previsto anche un controllo più esteso del Mediterraneo. A Triton verranno affiancati tre aerei, sei navi d’altura, dodici pattugliatori, due elicotteri e quindici team di esperti provenienti da tutta Europa. Questo piano verrà attuato nel periodo estivo, stagione di spicco per gli sbarchi. Per quanto riguarda i fondi previsti, a giugno la Commissione verserà il primo assegno da 26,5 milioni, mentre sarà creata una base operativa nella Trinacria che coordinerà gli sforzi delle nostre autorità con Europol, Eurojust e l’Ufficio per l’Asilo.

La parte operativa dell'Agenda per l'Immigrazione prevede una strategia complessa che la stessa Federica Mogherini, alto rappresentante per la Politica estera, definisce "non è perfetta, ma rispetto a quello che c’è oggi è sicuramente una rivoluzione".
La prima novità, la più importante, è quella della della ridistribuzione dei profughi. Questo meccanismo obbliga gli stati ad assorbire pro-quota i migranti sbarcati sulle coste del Mediterraneo.
La Grecia e l'Italia sono gli Stati maggiormente interessanti che accoglieranno 40mila migranti, 24 mila nei centri italiani e 16mila in quelli ellenici. Il piano potrebbe essere in vigore da luglio, per due anni, e andrebbe a sostituire le regole di Dublino che impongono il principio del porto piu vicino per l'accoglienza dei migranti.

L’operato di Grecia e Italia sarà sottoposto a controlli: i due Paesi, infatti, dovranno stilare un rapporto trimestrale sull’attuazione degli impegni. Il nostro Paese ha tempo un mese, dopo l'approvazione del provvedimento, per inviare a Bruxelles una strategia mirata per l'accoglienza dei migranti. Per quanto riguarda la ridistribuzione dei migranti tra i centri di raccolta europei, la Germania ne accoglierà 5258, la Francia 4053 mentre la Lituania e l'Ungheria, contrari alle misure adottate, accetteranno rispettivamente 302 e 496 unità.  Per Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes, la situazione è molto critica perchè l'Europa è interessata da un "generale arretramento dei Paesi sviluppati e di quelli dell'Est" sulla questione delle quote. Per tutti i migranti verrà garantito il diritto dell'asilo politico qualora ci siano le condizioni necessarie. Almeno il 75% dei casi riguarderà la popolazione siriana ed eritrea.

L'incontro decisivo sarà il 15 giugno, con la riunione dei ministri degli Interni Ue. L’intera manovra dovrà poi passare a vertice del 25-26 giugno. L’obiettivo è passare dalle parole ai fatti entro luglio.

Ma non è tutto oro quello che luccica. WikiLeaks ha reso pubblici i documenti riservati della Unione Europea sulla questione immigrazione. Le carte ufficiali, pubblicate in Italia dall'Espresso , rivelano un'inquietante novità: con la scusa della missione umanitaria, si è deciso di intervenire militarmente in Libia. L'obiettivo primario resta  quello di colpire gli scafisti per fermare l'esodo ma sono previste anche azioni a terra per il controllo delle riserve di petrolio.
"L'idea di combattere di scafisti non risolve il problema dei migranti - dichiara Salinari - Non li avremo più sulle nostre coste ma i problemi delle loro vite non cambieranno. Semplicemente, non si vedrà più ciò che continua ad accadere". Questa situazione è un potenziale aggravamento dei diritti umani, piuttosto che una soluzione.
Il dossier scritto dai ministri della Difesa dei ventotto Paesi europei descrive la natura militare della missione, per la quale si ipotizzano tre fasi. Nella documentazione si indica che la missione sarà conclusa quando "il flusso di migranti e l'attività dei trafficanti saranno significativamente ridotti". Infine il dossier rivela che nell'operazione militare sarà fondamentale il controllo delle informazioni che circolano sui media a proposito della missione. Disintermediare per non informare. Nella documentazione si legge che "il Consiglio Militare dell'Unione Europea considera essenziale fin dall'inizio una strategia mediatica per enfatizzare gli scopi dell'operazione e per facilitare la gestione delle aspettative. Operazioni di informazione militare dovrebbero essere parte integrante di questa missione europea". Per Salinari questo è l'aspetto più grave della vicenda perchè "è un'operazione che va contro il processo democratico e contro l'opposizione costruttiva di chi vorrebbe agire in modo diverso".

Daniela Larocca


Ascolta l'intervista a Raffaele Salinari

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