Radio Città Fujiko»Notizie

Migranti: tra Italia e Francia è una guerra a chi fa peggio

Rispetto ai minori migranti la Francia è doppiamente illegale, e Amnesty lo denuncia da anni


di Anna Uras
Categorie: Migranti
italy-news-eu-france-matteo-salvini-emmanuel-macron-migrants-1008702.jpg

La Francia respinge in modo illegale i minori non accompagnati alla frontiera. Si accende lo scontro tra il Viminale e Macron, ma in realtà Amnesty International denuncia le pratiche da anni. Nel frattempo cento intellettuali scendono al fianco di Mediterranea e danno vita a "La via di Terra", un reading per sostenere l'operazione di monitoraggio in mare. Giovedì all'Arena del Sole la serata bolognese.

Sarà la legge dei grandi numeri, ma pare quasi che Salvini sui migranti ne abbia detta una giusta. Con un po' di ritardo, visto che si tratta di una situazione che Amnesty international sta denunciando da più di due anni, ma sui respingimenti al confine con la Francia il Ministro degli Interni ha ragione. Oggi infatti il Viminale ha reso noto che nell'ambito della visita degli esperti inviati dal ministero a Claviere le autorità italiane hanno bloccato un tentativo della Francia di rimandare in italia anche dei minorenni. Il sospetto del governo italiano è che le autorità francesi abbiano riportato gli stranieri in Italia in modo sbrigativo anche per eludere le procedure previste dal trattato di Dublino.

Che il comportamento della gendarmerie francese al confine fosse illecito e in violazione dei diritti umani, Amnesty International lo denunciava da anni. Già a gennaio 2017 una missione nelle Alpi Marittime condotta da Amnesty France aveva accertato le violazioni commesse dalla Francia nei confronti dei rifugiati.  "Stiamo assistendo da anni - sottolinea Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia - a questo fenomeno sgradevole e cinico di rimpallo dei migranti, anche minori, tra le due frontiere. Tra il 12 e il 13 ottobre una sessantina di osservatori di Amnesty, Msf e altre associazioni italiane e francesi, hanno verificato che quella che sembrava essere un'eccezione, cioè di portare, da parte della gendarmerie francese, migranti oltre frontiera e lasciarli in territorio italiano era piuttosto una prassi. Nell'arco di 48 ore ne abbiamo visti 26 di questi respingimenti oltre frontiera, 8 dei quali riguardanti minori, in spregio a qualunque norma che qualifichi uno Stato come Stato di diritto".  

Proprio in relazione alla tutela dei diritti dei minori, si è tenuto questa estate il processo a Martine Laundre, un'attivista di Amnesty di 74 anni, relativo all'assistenza che il 28 luglio 2017 aveva prestato a due ragazzi di 15 anni. "Martine ha fatto una cosa che chiunque abbia a cuore i diritti umani avrebbe fatto - racconta Noury - cioè ha fatto sì che due migranti, data la loro minore età, fossero presi in custodia della polizia francese. Per questo è stata processata e assolta in appello, peccato che poi la pubblica accusa abbia fatto ricorso contro l'assoluzione e quindi questa donna quasi ottantenne ora si trova probabilmente di fronte a un nuovo processo".

Per quanto i respingimenti ad opera della Francia siano molto spesso in violazione dei diritti umani, il fatto che coinvolgano anche minori aggrava ovviamente la situazione. E non solo da un punto di vista etico, ma anche sul piano delle norme internazionali. "Il diritto internazionale riconosce i minori come soggetti meritevoli di una tutela speciale. Qui stiamo parlando oltretutto di minori migranti non accompagnati, che dovrebbero ottenere qualche forma di protezione nel Paese in cui arrivano, nel Paese in cui transitano e nel Paese che vogliono raggiungere. E invece vengono trattati alla stregua di adulti, e questo è ancora più grave del fatto generale che per minorenni e maggiorenni c'è un diniego del diritto d'asilo, presumendo che queste persone, in applicazione del regolamento di Dublino, arrivino tutte in Italia e quindi in Italia debbano chiedere asilo".

Il riconoscimento di queste ripetute violazioni dei diritti umani da parte del Viminale e del Ministro degli interni viene quindi accolto con favore da Noury, che però ricorda che "bisogna avere le carte in regola per preoccuparsi di diritti umani. Sia Francia che Italia non sono esempi virtuosi di accoglienza e rispetto del diritto d'asilo, ma in questo caso è indubbio che a violare diritti elementari siano le autorità francesi. Bisognerebbe evitare di farne una gara a chi si comporta peggio e rinfacciarsi continuamente il comportamento sbagliato reciproco".

Nel frattempo, proprio oggi si è tenuta a Bologna la conferenza stampa di presentazione de "La via di terra", come riporta l'Agenzia Dire. Si tratta di un progetto a sostegno di Mediterranea Saving Humans che coinvolge, per ora, nove citta' italiane. Dal 24 al 30 ottobre oltre 100 scrittori, artisti, intellettuali e cittadini saliranno sui palcoscenici di Cagliari, Bologna, Torino, Venezia, Genova, Palermo, Roma, Napoli e Milano per un reading collettivo di finanziamento alla nave Mare Jonio, "vedetta umanitaria di monitoraggio e testimonianza sul tratto di mare dove si muore d'acqua, d'incuria, di abbandono e di silenzio", come hanno spiegato i promotori.

A Bologna sarà il Teatro Arena del Sole, giovedì 25 ottobre alle 21, ad ospitare lo spettacolo di finanziamento. Silvia Avallone, Alessandro Bergonzoni, Marcello Fois, Otto Gabos, Iosonouncane, Ifigenia Karana', Carlo Lucarelli, Wu Ming 1 e 4, Muna Mussie, Eva Robbins, Alessandra Sarchi, Grazia Verasani, Simona Vinci e Cristina Zavalloni leggeranno o daranno musica a una pagina di letteratura, a una riflessione personale o a una testimonianza sui temi dell'accoglienza, del viaggio e della solidarietà. Le musiche che accompagneranno le parole sono state donate da Paolo Fresu e Giovanni Guidi. "Per quanto cerchino di farci credere il contrario - ha commentato oggi Marcello Fois - i profughi non hanno smesso di morire in mare. Le statistiche ci dicono che in media otto persone al giorno muoiono nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo e arrivare sulle nostre coste. Morti che vengono 'festeggiati' dalla retorica che ci sta governando come otto problemi in meno per il nostro Paese. Per noi sono otto sofferenze in piu' al giorno di cui dobbiamo farci carico. Bisogna decidere: o si sta con chi festeggia quelle morti, oppure si sta con chi compera una nave e solca quei mari per portare soccorso".

"Essere solo spettatori cominciava a sembrarci immorale. Cosi' abbiamo deciso di darci da fare per sostenere questa nave battente bandiera italiana - spiega Alessandra Sarchi -Le parole certo non bastano, ma noi con quelle lavoriamo. Riteniamo importante avere persone che raccontano quello che accade nel Mediterraneo". Il nome, "La via di terra", ovviamente non e' casuale: "Il Mediterraneo, sin dall'antichita', unisce. È grazie al mescolarsi delle etnie che e' nata la cultura occidentale. Ma e' anche il luogo da cui ci si vuole salvare: ed è qui che entriamo in gioco noi. Chi sta in mare ha bisogno di qualcuno che da terra vegli su di lui e gli getti una rete in caso di bisogno".

ASCOLTA LE PAROLE DI RICCARDO NOURY:

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]