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Migranti: sempre meno scelgono l'Italia, ma fanno economia

Presentato oggi il "Dossier Statistico Immigrazione 2015" di Idos.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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In Italia sono 5 milioni e 14 mila gli stranieri residenti, ma nell'ultimo anno solo 92mila hanno scelto di vivere nel nostro Paese, anche a causa della stretta sui migranti economici. Sono soprattutto giovani, altamente qualificati e, a dispetto della propaganda razzista, versano 10 miliardi di euro all'anno in contributi. 130mila le nuove cittadinanze. 5 milioni, invece, sono gli italiani espatriati. I dati del dossier Idos, presentato oggi.

Sono giovani, altamenti qualificati, pagano tasse che contribuiscono in modo consistente all'economia italiana, ma sempre meno scelgono il nostro Paese come luogo di residenza. È la fotografia che emerge dal "Dossier Statistico Immigrazione 2015" di Idos, presentato oggi in tutta Italia. A Bologna, la presentazione è avvenuta contestualmente alla ricerca "Il profilo socio-demografico dei cittadini stranieri nell'area metropolitana di Bologna" a cura dell'Istituto Cattaneo.

I DATI. I cittadini stranieri residenti in Italia all’inizio del 2015 sono 5 milioni e 14 mila, appena 92mila in più rispetto all’anno precedente, tenuto anche conto che nel 2014 ben 130mila cittadini stranieri sono diventati cittadini italiani. Il rallentamento, spiegano i curatori del dossier, è dovuto anche alla distinzione fatta in sede europea tra richiedenti asilo e migranti economici, con una stretta su questi ultimi. In Italia, ad esempio, non si ha un decreto flussi da quattro anni.
I nuovi nati da genitori stranieri sono stati 75mila, quelli che hanno ottenuto il visto per ricongiungimento familiare 58mila. Sono invece stati appena 24mila i visti per lavoro, per lo più altamente qualificato, non essendo state previste quote per altri lavoratori dipendenti, tenuto conto che sono ben 466mila gli stranieri disoccupati.

IL VALORE DEGLI STRANIERI. Il dossier sottolinea che sono diversi i motivi da considerare positivamente: dai minori, che sono quasi 1 milione e 100mila e sono di supporto all’andamento demografico del paese, all’elevato importo dei contributi previdenziali (circa 10 miliardi nel 2013) rispetto all’esiguo numero di pensionati stranieri, dal bilancio positivo, pari a circa 3,1 miliardi di euro, tra spese sostenute a loro beneficio a fronte del gettito da loro assicurato, alla capacità di creare nuove aziende, aumentate anche in questi anni di crisi e diventate 525mila.
L'analisi non trascura nemmeno gli emigrati italiani all’estero, anch’essi quasi 5 milioni secondo le anagrafi consolari.

GLI SBARCHI. Gli sbarchi sono stati 170mila nel 2014, composti in larga misura da richiedenti asilo. Questo esodo, proveniente dall’Africa e dall’Asia, riguarda anche altri Stati membri e impone all’intera Unione Europea una presa in carico più efficace.
"La fase attuale - spiegano i curatori del dossier - ci mette a confronto con gli immigrati, i profughi e i nostri emigrati: una politica migratoria può definirsi adeguata solo quando riesce ad occuparsi in maniera soddisfacente di questi aspetti".


L'intervista ad Andrea Stuppini, curatore del dossier

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