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Migranti, sabato la manifestazione regionale

Coordinamento Migranti: "i diritti dei migranti sono i diritti di tutti".


di Alessandro Albana
Categorie: Movimento, Migranti
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Foto: Coordinamento Migranti

Sabato i migranti saranno in piazza per chiedere l'apertura di un tavolo di concertazione tra questure, prefetture e uffici immigrazione che scongiuri la consuetudine delle male pratiche burocratiche e ponga un freno alla discrezionalità delle strutture territoriali. Sul tavolo anche la richiesta di un permesso di soggiorno europeo di due anni per tutti i migranti. Il Coordinamento Migranti proverà a incontrare il presidente Bonaccini alla fine della manifestazione. Partenza alle 14 da piazza dell'Unità.

Era stata ampiamente annunciata la mobilitazione che sabato vedrà riunirsi in piazza dell'Unità i migranti e le migranti che da tutta la regione confluiranno su Bologna. Le richieste, messe nero su bianco nella lettera che il Coordinamento Migranti (che ha promosso la manifestazione) ha indirizzato al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all'assessore Gualmini una settimana fa, sono numerose. E non poteva essere altrimenti, visto come la questione migranti sia oramai divenuta terreno di scontro politico ideale. Perchè sul piano reale, è evidente, la solfa è sempre la stessa.
Una mobilitazione che si concluderà di fronte agli uffici della Regione per "cercare di dare più peso politico a questa manifestazione", spiega Bazir Sene del Coordinamento Migranti. "Oggi pensiamo - continua - che sia opportuno, di fronte alla regione, trovare la  possibilità di avere un tavolo unico di concertazione per dare una voce unica per il rinnovo del permesso di soggiorno e la tutela dei migranti".

Tempi di attesa lunghissimi, documenti che arrivano in prossimità della scadenza e adesso pure gli scandali di Mafia Capitale. Una cappa di incertezza pressocché totale dovuta all'arbitrarietà con cui le singole prefetture, le questure e gli uffici immigrazione gestiscono le pratiche relative al rinnovo del permesso di soggiorno. Un'arbitrarietà giuridicamente concessa, ma che crea differenze sensibili da comune a comune. Per questo, sul tavolo della richieste c'è anzitutto l'apertura di una cornice di coordinamento permanente tra le strutture territoriali che omologhi tempi e gestione delle procedure. Tra le richieste c'è poi il rilascio di un permesso di soggiorno europeo minimo di due anni per tutti i migranti.
Richieste che vengono portate all'attenzione della politica provinciale con l'obiettivo dichiarato di ottenere un confronto con il presidente Bonaccini. "Speriamo che il presidente e i rappresentanti della regione ci siano e che le nostre richieste vengano esaminate", prosegue Sene.

Burocrazia a parte, le "male pratiche" di cui il Coordinamento testiomonia sono quelle legate alle previsione della legge Bossi-Fini, di cui si chiede l'abrogazione, ma includono anche gli scandali di Mafia Capitale, che hanno ingrassato la mucca del malaffare con il business dell'accoglienza. Anche in Emilia Romagna, spiegano, pratiche e qualità dell'accoglienza sono compromessi dalla speculazione di molte cooperative. Dal Coordinamento rivelano poi la prassi diffusa tra le procure, che verificherebbero i contributi Inps versati dai migranti come requisito per il rinnovo del permesso. Una "pratica silenziosa", dicono, non prevista e quindi illegittima, ma tanto diffusa che "evidentemente è prevista da qualche oscura direttiva".

Sabato è anche la giornata della veglia antiabortista e delle contromanifestazioni della Favolosa Coalizione. Quest'ultima ha espresso sostegno alla mobilitazione dei migranti, chiarendo che tra le due manifestazioni c'è uno spirito comune e "non ci si pesterà i piedi".
Ad aderire alla chiamata del Coordinamento ci sono poi i Cobas, l'Usi, la Fiom, il Circolo Berneri, On The Move, Vag 61, la piattaforma dello Sciopero Sociale e numerose associazioni di migranti dell'Emilia Romagna. Per Sene, si tratta di un dato importante; è il segno che "la difesa dei diritti dei migranti è la difesa dei diritti di tutti".


Ascolta l'intervista a Bazir Sene

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