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Migranti, da Milano un'alternativa alla vergogna europea

Il 20 maggio una manifestazione in favore dell'accoglienza e di un'idea diversa di politiche migratorie.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Attacchi alle ong che salvano vite in mare, scaricabarile mortali dell'Italia nei soccorsi, operazioni poliziesche nelle città e migranti lasciati soli che si tolgono la vita. A Milano sta nascendo un'alternativa alla vergogna delle politiche europee grazie alla rete "Nessuna persona è illegale". Una piattaforma con richieste ad Europa, Italia ed Enti Locali. Il 20 maggio una manifestazione per l'accoglienza.

L'ultimo in ordine di tempo è il terribile video, con audio del naufragio annesso, diffuso ieri dall'Espresso, che testimonia lo scaricabarile dell'Italia per il soccorso di un barcone alla deriva. Un disimpegno che ha prodotto 268 morti, tra cui 60 bambini.
Sempre ieri, però, la politica europea delle frontiere ha causato altri morti, si teme 200, nel Mediterraneo.
Un giorno prima un richiedente asilo del Mali si è tolto la vita a Milano, dove la settimana scorsa è avvenuta un'imponente, tanto mediatica quanto inutile, operazione poliziesca alla stazione.
Nel frattempo, le pretestuose e non provate accuse alle Ong che prestano soccorso in mare alimentano il razzismo e la xenofobia nel nostro Paese.

Proprio dal capoluogo lombardo, in queste settimane, sta nascendo un'alternativa alle vergognose politiche migratorie europee. Una rete di realtà variegate, associazioni, partiti politici e collettivi, si è formata ed ha elaborato una piattaforma che ribalta la prospettiva utilizzata dall'Europa e dall'Italia fino a questo momento.
La rete si chiama "Nessuna persona è illegale" e il 20 maggio darà vita ad una manifestazione in favore dell'accoglienza e di un'idea diversa di politiche migratorie.

"Abbiamo pensato di rispondere alla giornata proclamata dal Comune di Milano per l'accoglienza e contro il razzismo - spiega ai nostri microfoni Riccardo Tromba dell'associazione Naga, una delle promotrici - Un'ottima intenzione, peccato che le politiche concrete portate avanti da chi ha promosso questa iniziativa non corrispondano".
Di qui la volontà di unire decine di realtà che si occupano da molti anni del tema e di "contrattaccare" con un'adesione e una piattaforma molto ricca, in cui i punti salienti sono il rifiuto delle leggi Minniti-Orlando, il no ai patti semi-segreti con dittatori e governi fantasma, la riforma radicale della politica europea e italiana sull'immigrazione e il sostegno all'inclusione sociale a partire dalle Istituzioni locali.

Richieste che riguardano tanto l'Europa che l'Italia, ma anche i Comuni e che si fondano sul principio che, dati alla mano, è sbagliato considerare i migranti una spesa, un pericolo o un problema.
La marginalità in cui vivono, al contrario, è una condizione a cui sono costretti dall'attuale legislazione, che non li considera una risorsa.
Un approccio, spiega Tromba, che non riguarda solo i migranti, ma tutte le persone, italiani inclusi, disegnando un diverso modello sociale, che supera le contrapposizioni etniche.

Il dubbio, però, è quello se le realtà antirazziste avranno la forza di spezzare la spirale negativa che si sta producendo in Europa.
Un quesito a cui l'attivista dà risposta affermativa: "Dobbiamo cominciare ad avere più coraggio. Una grossa responsabilità nel determinarsi di questo clima ce l'hanno avuta quelle forze politiche che, pur proclamandosi antirazziste, non hanno mai avuto il coraggio di portare fino in fondo il ragionamento, perché hanno sempre avuto il retropensiero che tutto sommato gli italiani che temono l'invasione straniera avessero qualche ragione. Questo impianto ha prodotto un impianto paradossale, in cui formalmente nessuno Stato si proclama razzista, ma nella pratica tiene i migranti in una condizione di minorità giuridica nella quale sono costretti ad arrabattarsi in qualche modo".


Ascolta l'intervista a Riccardo Tromba

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