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Migranti, la soluzione europea: polizia, sgomberi e muri

Al via lo sgombero del campo di Calais, mentre al confine tra Grecia e Macedonia la polizia risponde con la forza.


di Andrea Perolino
Categorie: Migranti
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Giornata di alta tensione in alcuni dei punti più caldi sul fronte immigrazione: al confine tra Grecia e Macedonia i migranti, bloccati da giorni, hanno tentato di sfondare la barriera, venendo respinti dalla polizia con lacrimogeni e granate stordenti. In Francia sono iniziate le operazioni di sgombero della parte sud del campo di Calais.

Un'altra giornata esemplare del fallimento europeo di fronte al grave problema dell'immigrazione. Un'Europa sfilacciata che non riesce a fornire una risposta unitaria credibile, nonostante i numerosi annunci, e che dopo l'indifferenza risponde oggi con la forza. La situazione più critica è ancora quella che si registra sulla rotta balcanica, dove sono migliaia le persone ammassate al confine tra Grecia e Macedonia: nel campo di Idomeni, alcuni migranti hanno tentato di sfondare la barriera che impedisce loro di attraversare il confine con la Macedonia. La tensione è salita rapidamente quando la polizia schierata in assetto antisommossa ha risposto con un lancio di lacrimogeni e granate stordenti.

"La situazione che abbiamo visto nel campo di Idomeni è molto molto critica - racconta ai nostri mircofoni Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save The Children rientrata ieri da Idomeni (Grecia) - Tre giorni fa, quando siamo arrivati, c'erano 3.500 persone, ieri erano già 7.000, tra cui almeno 2.000 bambini, alcuni molto piccoli. Le condizioni sono critiche, le persone dormono in mezzo al fango, i più fortunati sotto una tenda da campeggio, altri sui cartoni avvolti dalle coperte. Al calar della sera si vedono attorno al campo tantissimi fuochi, accesi per far fronte al calare delle temperature. Fuochi accesi con materiali di fortuna, anche plastica, e per questo l'aria diventa irrespirabile - riferisce ancora Di Benedetto - Per arrivare al campo di Idomeni le famiglie devono percorrere 27 chilometri, dalla stazione di polizia dove si fermano i pullman fino al confine: chi può permetterselo lo fa in taxi, moltissimi invece a piedi, a qualunque ora del giorno e della notte, anche nel buoi pesto, a rischio di essere travolti dai tir, con bambini sulle spalle, passeggini e gente in sedia a rotelle".

A rendere ancora più insostenibile una situazione già di per sé drammatica è stata la decisione dei governi balcanici (Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia) di limitare a circa 580 il numero massimo giornaliero di migranti in entrata, e di impedire l'ingresso ai migranti afghani. Come se non bastasse, è di oggi la notizia che la Macedonia ha iniziato i lavori di costruzione di una nuova barriera al confine con la Grecia. "Una situazione molto grave, dove non sono garantiti i diritti e i bisogni primari - osserva la portavoce di Save The Children - Fino a dicembre passavano circa 2.800 persone al giorno, in quest'ultimo periodo al massimo 500. Sono pochi quelli che riescono ad allontanarsi, e nel frattempo tantissimi altri continuano ad arrivare da Atene e dalle isole greche".

Altro fronte caldo è quello di Calais, al confine tra Francia e Gran Bretagna, la "jungle" abitata da mesi da migliaia di migranti che sperano di riuscire ad attraversare il confine verso il Regno Unito. Sono iniziate oggi le operazioni di sgombero da parte della polizia francese della zona sud del campo, come stabilito la settimana scorsa dal tribunale amministrativo di Lille. 55 gli automezzi della polizia in azione, secondo quanto riportato dai media francesi, con gli agenti che ordinano ai migranti di abbandonare volontariamente il campo, o saranno costretti all'uso della forza.


Ascolta l'intervista a Giovanna Di Benedetto
Tags: Migranti, Europa

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