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Migranti (e italiani) oggi in piazza

La nuova edizione dello sciopero dei migranti.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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1° marzo, sciopero dei migranti. Anche quest'anno torna la mobilitazione per chiedere rispetto e diritti e per dire no al razzismo istituzionale, ai Cie e alla legge Bossi-Fini. Insieme ai migranti anche i facchini della Granarolo e il mondo della scuola. Ritrovo alle 15 in piazza de l'Unità.

Dopo i fatti di Rosarno, ogni anno, il 1° marzo i migranti sono scesi in piazza in tutta Italia. Così faranno anche quest'oggi, nell'appuntamento che si arricchisce di rivendicazioni e questioni, la più grave è la strage di Lampedusa del 3 ottobre del 2013, in cui persero la vita 366 persone.
Il ritrovo per l'appuntamento Bolognese è alle 15.00 in piazza de l'Unità, dove confluiranno, oltre ai migranti stessi, anche tante realtà che hanno sottoscritto l'appello di quest'anno.

In particolare, oltre al Coordinamento Migranti, ai sostenitori della Carta di Lampedusa e alle diverse associazioni che difendono i diritti degli stranieri, in piazza quest'oggi ci saranno anche i facchini della Granarolo, che in questi giorni hanno ripreso le mobilitazioni per trovare una soluzione per tutti i 51 lavoratori licenziati.
Ci sarà anche il mondo della scuola, che l'anno scorso ha dovuto assistere alla "classe-ponte" di soli stranieri alle scuole Besta e ai respingimenti scolastici degli bambini neo-ricongiunti. Ci saranno i partiti della sinistra, i sindacati e coloro che da tempo vanno sostenendo che la lotta dei migranti è una lotta di tutte e tutti.

Le rivendicazioni riguardano temi purtroppo storici, come la cancellazione della legge Bossi-Fini che lega il permesso di soggiorno al lavoro, la chiusura dei Cie, causa che negli ultimi tempi ha ottenuto anche sostegni istituzionali, e lo Ius Soli per i bambini nati in Italia da genitori stranieri, ma anche nuovi problemi che, a causa della crisi e del razzismo istituzionale, stanno emergendo con prepotenza.
In particolare si chiede una legge sul diritto d’asilo che tuteli realmente richiedenti e rifugiati, lo stop dello sfruttamento della manodopera migrante e un accesso universale alle cure sanitarie e all’istruzione.

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