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Migranti, ancora 400 vittime di una "tragedia annunciata"

Sarebbero oltre 400 i migranti dispersi nel Mediterraneo dopo l'ennesimo naufragio.


di Andrea Perolino
Categorie: Migranti
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Nell'anniversario della morte di 800 persone, il Mediterraneo è ancora una volta teatro di una terribile tragedia che coinvolge i migranti. Sarebbero oltre 400 le persone disperse in seguito all'affondamento di un barcone che dall'Egitto tentava di raggiungere l'Italia.

A un anno esatto di distanza dal naufragio del 18 aprile 2015, che causò la morte di circa 800 persone, un'altra terribile tragedia del mare ha avuto luogo nel Mediterraneo. Un barcone con più di 400 persone a bordo, per la maggior parte provenienti da Somalia, Etiopia ed Eritrea, sarebbe affondato mentre tentava di raggiungere l'Italia dall'Egitto. La notizia della tragedia, che sarebbe drammatica nella sua portata, non è stata ancora confermata con certezza. La fonte è del tabloid britannico “Mail online”, che cita la Bbc in arabo, che a sua volta cita media locali. Alcune tra le maggiori organizzazioni umanitarie, come Unhcr, Medici Senza Frontiere e Oim, non hanno ancora confermato la notizia.

Per l'organizzazione Medici per i Diritti Umani (Medu) si tratterebbe di un "naufragio annunciato", che fa seguito ad un altro, avvenuto ieri, quando sei cadaveri sono stati recuperati su un gommone carico di migranti diretto verso l'Italia, che si trovava nel Canale di Sicilia, a circa 20 miglia dalle coste libiche. "Come purtroppo ampiamente previsto, si annuncia così una stagione che può rivelarsi un’ecatombe con le rotte migratorie via mare dalla Libia, e addirittura dall’Egitto, sempre più rischiose - è il commento di Medu - L’Europa, e non solo essa, è chiamata ancora una volta a rispondere urgentemente a quello che rischia di diventare un “naufragio umanitario e civile” senza precedenti per l’intera comunità internazionale". Secondo il coordinatore di Medu, Alberto Barbieri, "i flussi migratori non si possono tappare come le falle, l'Ue rischia di essere travolta e questa potrebbe essere la prima di una stagione di tragedie. Da ora in poi le persone che tenteranno di imbarcarsi verso l'Europa saranno sempre di più".

A dire #adessobasta e a chiedere di metterci la firma è Oxfam Italia, che si rivolge ai governi europei per chiedere corridoi d’immigrazione legali e sicuri e il rispetto dei diritti di chi fugge da guerre e abusi.

Il vice presidente di Arci nazionale, Filippo Miraglia, ha commentato così la vicenda: "Ancora morti nel mediterraneo, alle nostre frontiere. Morti a causa dei muri e del cinismo europeo che impedisce loro di chiedere protezione attraverso vie sicure. Come avrebbero potuto raggiungere l'Italia e l'UE in sicurezza queste persone - si chiede Miraglia - Non ce lo dice il piano di Renzi inviato all'UE (Migration Compact), ne tanto meno i provvedimenti dei tanti governi e parlamenti europei sempre più orientati al razzismo e alla costruzione di muri. Davanti a questa ennesima tragedia abbiate la decenza di tacere. Non ci raccontate la storiella che accordi con tiranni e governi inesistenti fermeranno le stragi. Le stragi si fermano se consentiamo alle persone di prendere un normale mezzo di trasporto con i loro documenti e con un lasciapassare europeo. Senza canali umanitari per un numero di ingressi adeguato alla crisi internazionale che abbiamo davanti agli occhi, continueremo a contare i morti e a vedere aumentare il razzismo".


Ascolta l'intervista a Alberto Barbieri

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