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Migranti, "Alfano destini i fondi all'accoglienza"

Così Claudio Lombardo, dell'Arci Sicilia, sull'allarme sbarchi lanciato dal Viminale


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica, Migranti
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Ieri sera il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha convocato una riunione d'urgenza sul preannunciato sbarco di 400 mila migranti in Italia. Sullo sfondo il probabile esaurimento dei fondi per il programma Frontex e per la sua emanazione italiana Mare Nostrum.

Secondo il Viminale ci sarebbero 400 mila (ma c'è chi dice 600 mila) profughi pronti a partire dalle coste libiche ed egiziane alla volta delle coste italiane. Questo allarme, di cui si è fatto cassa di risonanza il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, sarebbe imminente e dimostrato dalla ripresa degli sbarchi negli ultimi giorni, complice il meteo favorevole. Nel ribadire come l'Italia non possa essere lasciata sola, Alfano ha chiesto nuovamente aiuto all'Unione Europea, perchè si affronti l'emergenza in maniera coordinata.

Di emergenza in emergenza però, comincia ad essere chiaro come probabilmente l'approccio attuale non funzioni. "Non so da dove il ministro prenda questi numeri. Si continua ad utilizzare un approccio securitario e militare" tuona Claudio Lombardo, responsabile immigrazione dell'Arci Sicilia.

"E' necessario -continua Lombardo- creare immediatamente un corridoio umanitario e finanziare il sistema d'accoglienza Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr), invece di spendere soldi per le navi e i respingimenti in mare."

"Il programma Frontex (cui Alfano faceva evidente riferimento nel suo allarme all'Europa) costa tantissimo e non serve a niente. Siamo in campagna elettorlae, questo allarme serve a intercettare voti" spiega Lombardo.

L'attivista spiega come, oltre al corridoio umanitario, sia neccessario rivedere la normativa nota come Dublino 2, che vincola i migranti a fare domanda d'asilo nel primo paese europeo nel quale arrivano. Una normativa folle se si pensa che la quasi totalità dei migranti non ha alcuna intenzione di restare in Italia, Grecia o Polonia (gli stati di frontiera). E punta il dito sulla situazione in Libia. "I profughi -dice- arrivano perchè la situazione in Libia sta esplodendo. E' estremamente pericoloso per i lavoratori stranieri, che si erano trasferiti nel paese, rimanere in LIbia. E l'esplosione della Libia è anche una nostra responsabilità, avendo noi partecipato alla guerra di 3 anni fa" conclude netto Claudio Lombardo.


Ascolta l'intervista a Claudio Lombardo
Tags: Migranti, Mare, Libia

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