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Merola indagato, la doppia morale del sindaco sulle occupazioni

Adl Cobas ricorda che Virginio Merola ha sempre plaudito agli sgomberi.


di Alessandro Albana
Categorie: Movimento, Politica, Casa
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Virginio Merola è indagato per abuso d'ufficio per aver disposto il riallaccio alla rete idrica degli stabili occupati di via De' Maria e della ex Telecom. Il primo cittadino incassa la solidarietà del suo partito e della Cgil, mentre Fratelli d'Italia esprime soddisfazione per l'indagine. Il sindaco, però, se con una mano riallaccia l'acqua, con l'altra plaude agli sgomberi, ultimo quello di 'Oxi' dello scorso venerdì. Per Adl Cobas, "Sono prese di posizione schizofreniche".

La Procura di Bologna che ha aperto un fascicolo contro il sindaco Virginio Merola, ipotizzando il reato di abuso di ufficio per il riallaccio alla rete idrica negli stabili occupati di via De' Maria e della ex Telecom, in via Fioravanti. L'ordinanza del primo cittadino sarebbe infatti in contraddizione con l'articolo 5 del Piano Casa, che non permette l'allaccio alle utenze e nega la residenza agli occupanti. L'indagine era stata aperta qualche settimane fa, ma solo da ieri il nome di Merola è stato inserito nel registro degli indagati.

Se l'opposizione plaude all'operato della procura, con Fratelli d'Italia che esprime soddisfazione per "l'esposto che abbiamo presentato a fine maggio in procura per l'allacciamento illegittimo negli stabili occupati", dall'altro la Cgil, il Pd si stringono attorno al primo cittadino. "Solidarietà" è stata espressa dalla Camera del Lavoro, mentre il Pd, per bocca del segretario provinciale Francesco Critelli, "Esprime sostegno e sintonia nei suoi confronti, ribadendo piena fiducia nell’operato delle autorità competenti". Sostegno al primo cittadino arriva anche da Piergiovanni Alleva dell'Altra Emilia Romagna. "Molte cose ci hanno diviso e ci dividono dal Partito Democratico e dal governo di Merola della città - scrive Alleva - Ma questa volta la necessità di schierarsi con il sindaco nella difesa dei diritti umani è assolutamente indispensabile".

Ma se, da un lato, Merola ha disposto il riallaccio all'acqua per i due stabili occupati, non risulta che abbia espresso critiche di sorta alla lunga sequela di sgomberi che hanno interessato Bologna dall'insediamento del nuovo questore Ignazio Coccia. Al contrario, Merola ha sempre plaudito all'intervento delle forze dell'ordine per "ristabilire la legalità" e restituire gli immobili ai legittimi proprietari, cioè al disuso e all'abbandono. Ultime, in ordine di tempo, sono le dichiarazioni del sindaco sullo sgombero dell'occupazione 'Oxi' di via Dei Mille della scorsa settimana, durata appena un giorno. "Mi complimento con il questore per il rapido intervento che si è concluso senza incidenti - aveva detto Merola - Come abbiamo sempre detto la legalità va rispettata".

Movimenti e realtà di lotta per il diritto all'abitare ricordano quelle parole. Per Adl Cobas, si tratta di "imbarazzanti e apparentemente schizofreniche prese di posizione di Merola e Frascaroli. Il primo è impegnato a rincorrere la locale maggioranza Pd renziana sul tema legalità per garantirsi la ricandidatura. La seconda è preda di un immobilismo che non le consente di andare al di là di qualche strizzatina d’occhio al mondo del sociale pur di non contraddire il sindaco". "Il sindaco tenta di svincolarsi e tenere tranquillo tutto l'elettorato", spiega ai nostri microfoni Cecilia di Adl Cobas, con un riferimento non velato alla campagna elettorale già in corso per le elezioni amministrative, ormai prossime.

Una stoccata alla classe politica, Merola (e Frascaroli) in testa, va anche a causa del fallimento del protocollo prefettizio che prevede l'utilizzo di immobili sfitti, anche di proprietà pubblica, per porre un argine a un'emergenza abitativa che emergenza non è più. "Sono più di sei mesi che ne sentiamo solo parlare - commenta Cecilia - Noi abbiamo agito venerdì scorso occupando uno stabile dell'Inps, e qui abbiamo applicato il nostro protocollo dal basso e fatto vedere che gli spazi ci sono e che manca la volontà politica di applicare il protocollo".

Un commento arriva anche da Social Log, il collettivo protagonista delle due occupazioni a cui è stata riallacciata l'acqua: "Sembrerebbe l’inizio di un romanzo kafkiano e invece è realtà! L’ossessione della procura di Bologna contro il movimento di lotta per la casa ha raggiunto ormai toni grotteschi tra intimidazioni e aggressioni giudiziarie di ogni sorta".


Ascolta l'intervista a Cecilia di Adl Cobas

La difesa del sindaco Virginio Merola

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