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Il "merkelismo" al tramonto e la speranza nei Verdi

L'addio (post-datato) di Angela Merkel alla politica.


di redazione
Categorie: Esteri
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Le elezioni in Assia aggravano la crisi della Cdu e inducono Angela Merkel ad annunciare che non si ricandiderà più, né nel partito, né per la Cancelleria. L'avanzata dell'estrema destra di Afd, però, trova l'ostacolo dell'ascesa dei Verdi, che hanno saputo presentare un modello di società multiculturale e anti-austerity. L'analisi di Alessandro Ricci.

All'indomani della batosta elettorale in Assia, dove la Cdu ha  perso l’11% dei voti, Angela Merkel ha annunciato che, al termine del mandato da cancelliera, si ritirerà dalla politica. Né incarichi istituzionali, né ruoli nel partito, che da tempo sta subendo un'erosione di consensi.
"Il merkelismo era già in crisi l'anno scorso, con la formazione della Grosse Koalition - osserva ai nostri microfoni il giornalista Alessandro Ricci - Questo è stato solo l'ultimo evento che ha portato alla fine di Merkel alla guida di Cdu".

L'emorragia di voti nel centrodestra, però, non riguarda solo il partito di Merkel, ma anche la Csu. Tutti gli analisti sono concordi nell'individuare nelle politiche dell'immigrazione, in particolare con l'apertura del 2015, la principale causa della migrazione dei consensi elettorali verso l'estrema destra di Alternative Fur Deutchland (Afd).
Un destino comune a tutta Europa, dove i nazionalisti xenofobi viaggiano inesorabilmente verso il governo? In Germania non è detto, perché si è manifestato un elemento di novità che in altri contesti, ad esempio in Italia, non abbiamo visto.

L'ascesa dei Verdi, sia in Baviera che in Assia, rappresenta una fonte di speranza per l'opposizione a quella che appare come una sorta di "Internazionale nera".
"I Verdi sono un partito che ha saputo rinnovarsi - spiega Ricci - rappresentando le istanze taciute della società tedesca, raccogliendo il consenso di una fetta di elettorato che voleva esprimere un'istanza di cambiamento".

Non è solo l'ecologia, però, che ha portato i Verdi tedeschi all'ascesa. Il partito è riuscito a conciliare un tema decisamente impopolare di questi tempi, come la società multiculturale, con una critica all'austerity europea, la vera responsabile del mutamento politico degli ultimi anni nel continente.
"I Verdi hanno criticato Merkel sul Regolamento di Dublino - sottolinea Ricci - ma soprattutto chiedono la fine dell'austerity, non ponendosi il problema se sia una misura giusta o ingiusta, ma domandandosi se stia facendo bene".

A questo punto c'è da chiedersi se quello dei Verdi tedeschi sia un modello replicabile anche altrove, proprio in un'ottica di freno all'avanzata dell'estrema destra.
"In Belgio, ad esempio, questo accade - osserva il giornalista - Quindi è possibile, ma non solo con un partito verde. Ci saranno altri partiti che probabilmente proveranno ad intercettare questa tipologia di voto ed elettori. È un po' come dire: non c'è solo il populismo di destra e sostanzialmente i Verdi tedeschi sono un antidoto al populismo di destra cresciuto in Germania".

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ALESSANDRO RICCI:


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