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Mense: ok ai rimborsi, ma i genitori contestano la cifra

La battaglia dell'Osservatorio sulle mense scolastiche cittadine.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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"È un primo passo, ma non devono essere le famiglie a pagare i pranzi degli insegnanti". L'Osservatorio sulle mense scolastiche apprezza il rimborso del Comune, ma ha da ridire sulle cifre. A fronte dei 10 euro calcolati da Palazzo D'Accursio, i genitori ne chiedono fino a 300 per costi che non riguardano il servizio.

Prosegue la battaglia sulle mense scolastiche pubbliche. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, in cui l'Osservatorio composto da genitori ha fortemente criticato la gestione di Seribo, l'oggetto del contendere questa volta è il rimborso deciso dal Comune di Bologna.
"È un primo passo avanti - commenta Sebastiano Moruzzi dell'Osservatorio sulle mense scolastiche - che testimonia come siano stati riconosciuti errori di rilevazione di presenze ed assenze, ma i circa 10 euro che Palazzo D'Accursio restituirà non tengono conto di altri costi indebitamente fatti pagare ai genitori".

La difformità tra le cifre è rilevante. Da un lato il Comune ha annunciato la restituzione di 225mila euro che, divisi per ogni bambino, fanno appunto 10-11 euro. Dall'altro i genitori parlano di 2 milioni e mezzo. Il problema deriva da alcune voci che, secondo l'Osservatorio, sono state fatte pagare indebitamente alle famiglie.
"La prima voce - spiega Moruzzi - è il pagamento dei pranzi agli insegnanti. Se è legittimo che gli insegnanti abbiano il pasto pagato, deve essere il loro datore di lavoro e non le famiglie a pagarlo".
Analogamente, lo scodellamento effettuato nelle materne da personale comunale, quindi persone che già percepiscono uno stipendio, secondo i genitori dovrebbe essere a carico del datore di lavoro. Infine c'è una terza voce, di cui non sono chiare le motivazioni.

Lunedì prossimo, in un incontro con i tecnici comunali, i genitori chiederanno conto di tutte le voci fatturate e delle loro motivazioni, in modo da stabilire se i costi debbano essere o meno a carico delle famiglie.
"È anche una questione politica - precisa Moruzzi - dal momento che le tariffe vengono votate dai consiglieri comunali. Vogliamo capire se loro sostengono che sia giusto far pagare ai genitori cose che, secondo noi, dovrebbero essere sostenute dalla fiscalità generale".

C'è attesa, invece, per un'altra battaglia portata avanti dall'Osservatorio nei confronti di Seribo, ovvero l'utilizzo degli utili. L'assemblea dei soci che approverà il bilancio si terrà a fine mese e i genitori avevano chiesto che gli utili di quest'anno fossero accantonati per effettuare investimenti sul miglioramento del servizio.
"Resta il fatto che in questi anni - conclude Moruzzi - Seribo ha fatto utili del 25% che sono ben lontani da quelli di settore, che si aggirano sull'8%. Ciò significa che il Comune non ha vigilato sulla sua partecipata".


Ascolta l'intervista a Sebastiano Moruzzi

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