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Matrimonio gay, il Cassero rilancia con nozze simboliche e pride

Torna a mobilitarsi il movimento lgbt.


di redazione
Categorie: Glbtq
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In occasione dell'insediamento del Parlamento, il Cassero recupera l'iniziativa (saltata per neve) delle nozze dal basso e annuncia che il 29 giugno si terrà il Bologna Pride. Branà: "Torniamo a scendere in piazza e rivendicare. Abbiamo speranza verso questo Parlamento".

Il movimento lgbt torna a mobilitarsi sul tema del riconoscimento del matrimonio gay e quest'oggi ha annunciato due appuntamenti importanti.
Il primo in ordine di tempo, in realtà, è il recupero dell'iniziativa "Stasera mi sposo", il rito simbolico di matrimonio che doveva tenersi il venerdì precedente le elezioni, ma che è stato rinviato causa neve.
"Il calendario ha voluto una nuova coincidenza simbolica - spiega Vincenzo Branà, presidente del Cassero - Venerdì si insedia il nuovo Parlamento, verso cui nutriamo speranze per il rispetto della Costituzione e il riconoscimento del matrimonio omosessuale".
Un'iniziativa effettuata dal movimento lgbt in campagna elettorale lascia ben sperare: molti degli allora candidati si sono dichiarati favorevoli e potrebbero farsi interpreti del cambiamento che sta avvenendo in Italia anche sotto il profilo dei diritti civili.

La seconda iniziativa, prevista per il 29 giugno, è il Bologna Pride. Anche se Bologna non sarà la città della manifestazione nazionale, Arcigay ha deciso di organizzare la parata per recuperare il senso dell'essere movimento. "In un momento in cui il movimento ricopre un ruolo centrale nella politica italiana - racconta il presidente del Cassero - abbiamo deciso di ripristinare la funzione del movimento lgbt: scendere in piazza e rivendicare".
Secondo Branà l'incertezza politica attuale e il cambiamento in corso possono destare una preoccupazione fisiologica: "È il senso di smarrimento che si prova quando si abbandona una strada vecchia per una nuova". Quello lgbt, però, per sua definizione è un movimento per il cambiamento e dunque deve salutare con favore e speranza quello che sta avvenendo nel nostro Paese.

Oltre all'insediamento del Parlamento, in questi giorni avverrà anche l'elezione del papa, capo di una religione che non ha mai manifestato aperture e comprensione verso il mondo omosessuale.
"Se la Chiesa saprà fare autocritica sarà un bene anzitutto per se stessa - afferma Branà - ma non si può confidare su un papa 'liberale'. Al centro ci deve essere il Parlamento e l'autonomia che esso saprà esprimere dalle religioni".


Ascolta l'intervista a Vincenzo Branà, presidente del Circolo Arcigay Il Cassero di Bologna
Tags: Bologna, GLBT, Diritti

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