La Cgil non ha mai aderito allo sciopero femminista di Non Una di Meno dell’8 marzo, giunto alla terza edizione. Quest’anno, però, un gruppo di delegate e delegati incalza la dirigenza per aderire alla protesta e proclamare lo sciopero. La delegata Savina Ragno: “Nei luoghi di lavoro c’è lo stesso sessismo che troviamo nella società”.

C’è chi parla di una fronda bolognese e chi più semplicemente di un gruppo di delegate e delegati che hanno colto la portata della protesta indetta da Non Una di Meno. Sono un gruppo di delegate e delegati della Cgil che hanno lanciato un appello per convincere i propri vertici ad aderire, dando copertura sindacale, allo sciopero dell’8 marzo che il movimento femminista propone da ormai tre anni.
Il sindacato, ora guidato da Maurizio Landini, non ha mai ufficialmente aderito alla mobilitazione, ma ora è incalzato da un numero crescente di iscritte ed iscritti.

“Le adesioni al nostro appello – spiega ai nostri microfoni Savina Ragno, delegata della Filcams di Bologna – crescono di ora in ora e qualcosa si muove, perché la Slc del Lazio ha proclamato la mobilitazione”.
Per le promotrici e i promotori dell’appello, le rivendicazioni che portano Non Una di Meno a scendere in piazza sono più che mai attuali e le forme di sessismo e di violenza che si registrano nei luoghi di lavoro sono le stesse che ritroviamo a livello più generale nella società.
Di qui l’invito ad avere più coraggio e ad aderire, attraverso la proclamazione dello sciopero e la copertura sindacale, alla giornata di protesta che coincide con la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo.

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