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Market aperto 24h, per i sindacati è una scelta fallimentare

Da domani il negozio Carrefour di via Don Sturzo sarà aperto anche la notte.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Da domani, a Bologna, il primo market Carrefour aperto 24 ore su 24. Contrari i sindacati: "Disperato tentativo di recuperare mercato, ma i costi verranno fatti pagare ai lavoratori". E temono l'effetto a catena. Per i turni notturni verranno assunti degli interinali con contratti precari, mentre nel resto d'Italia il gruppo Carrefour dichiara esuberi.

La data fissata è il 19 gennaio. Da domani il market Carrefour di via Don Sturzo resterà aperto 24 ore al giorno. Una possibilità data dalle famigerate liberalizzazioni del governo Monti, che hanno già portato a molte polemiche per le aperture domenicali e festive.
Il provvedimento, in questi anni di crisi, non ha portato ad un aumento dei consumi nella Grande Distribuzione Organizzata, che vive da tempo una contrazione degli acquisti. Semplicemente le vendite si sono spalmate su 7 giorni invece che su 6.
I sindacati temono che i nuovi orari notturni del Carrefour producano lo stesso effetto e che la leva utilizzata per rientrare nei costi sia la contrazione della qualità lavorativa e retributiva dei dipendenti.

"Il presupposto con cui l'azienda cerca di riconquistare mercato è sbagliato - osserva ai nostri microfoni Andrea Carrà della Filcams Cgil - Il problema non è che le famiglie non hanno tempo per spendere, ma che non hanno soldi per farlo".
Le aperture notturne, secondo i sindacati, non produrranno nuovo reddito, poiché il mercato sarà residuale, mentre saranno molto alti i costi. Oltre alle utenze elettriche e al personale, infatti, l'azienda dovrà sostenere anche i costi per una guardia giurata che garantisca la sicurezza dei dipendenti.
Un circolo vizioso, dunque, nel quale si peggiorano le condizioni di vita e di lavoro del personale per aprire in orari sempre più estesi e, di fronte a consumi inferiori rispetto alla sostenibilità dell'operazione, si torna a contrarre le retribuzioni e i diritti dei dipendenti stessi.

Tutto ciò avviene in un contesto in cui proprio il gruppo Carrefour, in giro per l'Italia, ha vertenze aperte per la riduzione della manodopera.
Per l'apertura notturna del market di via Don Sturzo, invece, saranno assunte 5 persone con la formula della somministrazione di lavoro, l'ex contratto interinale. "Contratti precari, di tre mesi - sottolinea Carrà - che non producono buona occupazione, come era nelle promesse disattese dalla gdo già ai tempi delle aperture domenicali".
Formalmente, però, l'azienda ha il coltello dalla parte del manico per via della legge Monti, che l'attuale Parlamento aveva promesso di modificare.

Il lavoro al tempo della crisi, però, induce le persone alla disperata ricerca di un'occupazione ad accettare qualunque offerta. Il Corriere di Bologna, ad esempio, ospita l'intervista ad un disoccupato che dice di sperare di essere assunto nel nuovo negozio, anche per i turni notturni.
"Io capisco la necessità - commenta Carrà - ma il problema è che accettando qualunque condizione si indeboliscono tutti i lavoratori della categoria. Con la crisi la cultura del lavoro tramessa ai giovani è devastante".
E il rischio ancora più grosso, per i sindacati, è che il terreno di competizione tra le aziende del settore si sposti sugli orari di apertura, producendo un effetto a catena.


Ascolta l'intervista ad Andrea Carrà

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