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Mai più Macerata né Firenze: migranti sabato in piazza a Bologna

La manifestazione contro la violenza nei confronti dei migranti in Italia.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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La manifestazione di Firenze

Sabato 24 marzo, alle 14.00 in piazza XX settembre, le comunità migranti e le associazioni antirazziste scenderanno in piazza a Bologna per dire no al razzismo che, a Macerata come a Firenze, ha prodotto vittime e feriti. Adesioni da altre città della regione.

"Mai più Macerata, mai più Firenze". È questo il grido che riecheggerà nelle strade di Bologna sabato pomeriggio. Anche nella nostra città i migranti e gli antirazzisti scendono in piazza per dire no al razzismo e alla violenza, talvolta mortale, contro chi ha un colore della pelle diverso.
Lo slogan rievoca i due fatti di sangue più recenti che hanno visto i migranti come vittime di attentati. A Macerata l'attentato fascista di Luca Traini, che il 3 febbraio ha sparato per le strade della città prendendo di mira i neri e ferendone sei. A Firenze un mese dopo, il 5 marzo, Roberto Pirrone ha sparato ad Idy Diene, un senegalese di 54anni, uccidendolo.

Dopo le partecipate manifestazioni antifasciste e antirazziste di Macerata e Firenze, in risposta a quanto accaduto, sabato pomeriggio, con ritrovo alle 14.00 in piazza XX settembre a Bologna, le comunità di migranti e le associazioni antirazziste tenteranno di replicare con una manifestazione che ha l'obiettivo di ribadire il rifiuto della violenza razzista.
La manifestazione è stata promossa da una ventina di realtà, in primis la comunità senegalese, ma anche altre comunità migranti e associazioni antirazziste e avrà una dimensione regionale. Hanno infatti dato la propria adesione donne e uomini migranti e italiani provenienti da Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Rimini.

Anche Bologna, tengono a ricordare gli organizzatori, non è esente da episodi di xenofobia e razzismo. Lo scorso ottobre, davanti al centro di via Mattei, sono stati esplosi colpi di pistola a salve contro un operatore eritreo e un richiedente asilo. E gli episodi di discriminazione sugli autobus e in altri contesti sono quasi all'ordine del giorno.
Nel nome di Festus, Jennifer, Gideon, Mamadou, Omar e Wilson e Idy, dunque, il corteo rivendicherà il diritto di vivere in una città in cui nessuno debba avere paura di andare per strada.

ASCOLTA L'INTERVISTA A BABACAR DI COORDINAMENTO MIGRANTI:

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