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Mafia, sciolto il Comune di Brescello: "sottovalutazione della presenza criminale"

Il commento di Antonio Monachetti, referente di Libera Bologna.


di Andrea Perolino
Categorie: Giustizia
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Il Consiglio dei Ministri ha sciolto il Comune di Brescello per "infiltrazioni mafiose". Si tratta della prima volta in Emilia Romagna. È l'ennesima dimostrazione della presenza e del radicamento della criminalità organizzata nella nostra regione, come testimonia il processo Aemilia. Monachetti (Libera): "Non sorprende, fenomeno sottovalutato".

Per la prima volta l'Emilia Romagna si trova a fare i conti con lo scioglimento di un Comune per "infiltrazioni mafiose". Non è invece una notizia il fatto che le organizzazioni criminali abbiano affondato i loro tentacoli nel tessuto politico ed economico della nostra regione, come dimostra il maxi processo Aemilia sulla 'ndrangheta in corso. Il Comune di Brescello, nel reggiano, è stato sciolto dal Consiglio dei ministri per 'infiltrazioni mafiose', dopo essere finito tra le carte del processo Aemilia per i suoi legami con gli interessi della cosca Grande Aracri nel settore degli appalti.

"È una notizia che non mi sorprende - commenta Antonio Monachetti, referenti di Libera a Bologna - Il contesto entro il quale rientra lo scioglimento, quello dell'inchiesta Aemilia, è ben noto. Avevamo sollevato una serie di osservazioni e chiesto che la politica si riappropriasse di quel luogo, arrivando anche alle dimissione del sindaco". La commissione prefettizia incaricata di analizzare la situazione del Comune di Brescello non ha avuto dubbi: esiste “il concreto pericolo che l’attività del Comune sia stata e sia tutt’ora condizionata da infiltrazioni mafiose”.

Insieme a quella della prefettura, anche "l'attività di monitoraggio e dossieraggio dei ragazzi e associazioni del territorio aveva dimostrato una sottovalutazione della presenza mafiosa in quel comune, e i rapporti tra l'amministarzione e il tessuto malavitoso - osserva Monachetti - La nostra Regione ha sottovalutato alcuni aspetti rilevanti di quella che è la presenza delle mafie. Da questo punto di vista ci sono arrivati moniti di magistrati di caratura nazionale". Quello della mafia in Emilia Romagna è "un fenomeno complesso in una realtà complessa, c'è però un fatto chiaro - sottolinea Monachetti - questa è una regione a forte presenza mafiosa e di organizazioni criminali, e c'è quindi bisogno di attivare gli strumenti migliori, pubblico e privato insieme, per arrivare a trovare le soluzioni giuste per stringere il più possibile le maglie".


Ascolta l'intervista a Antonio Monachetti

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