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Mafia, le proposte Cgil per i beni confiscati

Il sindacato avanza le proposte per l'assegnazione e la gestione dei beni confiscati in regione.


di redazione
Categorie: Lavoro, Giustizia
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Il boom di confische alla criminalità organizzata nella nostra regione spinge la Cgil ad avanzare proposte per una migliore gestione. Tutela delle imprese confiscate, tempi delle assegnazioni e monitoraggio le principali richieste.

Durante l'estate ha fatto scalpore la notizia dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Emilia Romagna. La relazione di 80 pagine del ministero della Giustizia colloca la nostra regione all'ottavo posto nazionale e al terzo posto tra le regioni del nord per beni confiscati alla mafia. Una notizia che era stata letta dall'assessore regionale Simonetta Saliera in modo positivo, a testimonianza che la vigilanza in Emilia Romagna è alta.
Un tema che spinge anche la Cgil ad avanzare proposte per migliorare l'assegnazione e la gestione dei beni confiscati.

Il sindacato era già stato promotore della campagna "Io riattivo il lavoro" che chiedeva la revisione della legge per quanto riguarda la gestione dei beni sotto il profilo economico e patrimoniale. Tutte le 26 imprese emiliane sequestrate o confiscate, infatti, hanno chiuso i battenti per fallimento o liquidazione. Il sindacato dunque sottolinea la necessità di intervenire con misure a salvaguardia dell'occupazione e con strumenti più efficaci in capo all'Agenzia nazionale.

Per questo il sindacato avanza alcune idee. In particolare si chiede di individuare una sede di monitoraggio e coordinamento regionale sull'intera tematica dei beni ed aziende sequestrate, che comprenda istituzioni territoriali, strutture dello Stato (Giustizia e Prefetture) e le più rappresentative organizzazioni sindacali, sociali ed economiche.
Poi si chiede di salvaguardare le imprese sequestrate che hanno valide strutture occupazionali, produttive e mercato e tutelare gli immobili e terreni oggetto dei provvedimenti da un inaccettabile, e purtroppo visibile, processo di deterioramento e degrado.

Infine il sindacato vorrebbe accelerare i tempi delle assegnazioni dei beni confiscati, per fini di utilità pubblica e sociale e affrontare, per quanto di competenza in ambito regionale, il problema di un numero sempre minore di nuovi decreti di destinazione dei beni (in regione, nell'ultimo quinquennio, sono stati "destinati" solamente 15 beni sottratti alle mafie).


Ascolta l'intervista a Mirto Bassoli della segreteria regionale della Cgil

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