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Mafia Capitale, associazioni e migranti chiedono costituzione parte civile

La richiesta arriverà domani, quando si aprirà il processo penale.


di Alessandro Albana
Categorie: Migranti, Giustizia
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Salvatore Buzzi e Massimo Carminati

Domani a Roma inizierà il processo penale di Mafia Capitale. alcune associazioni e richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza di Buzzi chiederanno la costituzione di parte civile. "La costituzione di parte civile - spiega Asgi - Mira a dimostrare come una gestione illecita del sistema di accoglienza causi un danno non solo ai singoli cittadini stranieri, ma anche a quelle associazioni che da sempre tutelano" i loro diritti. Dito puntato anche contro la pubblica amministrazione.

Inizierà domani a Roma il processo penale di Mafia Capitale. La prima udienza del processo sarà l'occasione per associazioni di migranti e richiedenti asilo per chiedere la costituzione di parte civile. Asgi, Lunaria, Laboratorio 53, Yo Migro, ma anche alcuni richiedenti asilo ospitati nelle strutture di Salvatore Buzzi avanzeranno domani la richiesta.

Le ragioni le spiega, ai nostri microfoni, Salvatore Fachile dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione: "Aver falsato il meccanismo, tramite una serie di reati, primo tra i quali l'associazione di stampo mafioso - spiega Fachile - Ha fatto sì che questo sistema funzionasse molto male, con la lesione degli interessi dei singoli ma anche delle associazioni che li rappresentano".

La costituzione di parte civile sarà poi strumentale a "a dimostrare che c'è una responsabilità penale dei singoli, ma c'è anche una responsabilità economica che va ricollegata alla pubblica amministrazione". Insomma: si fa gran parlare dei soldi pubblici spesi per l'accoglienza, ma la vicenda di Mafia Capitale dimostra come lo sperpero di risorse pubbliche non sia dovuto all'accoglienza, ma a chi dietro quella bandiera coltiva ben altri affari.

Anche sul mare di soldi dirottati a fini personali da Carminati, Buzzi e co., la magistratura dovrà fare chiarezza. Intanto, resta il fatto che "lo Stato aveva dato una copertura dei costi per l'accoglienza e l'inserimento".

Soldi pubblici, dice Fachile, che "se spesi bene, come dimostrano alcuni progetti, sono appena sufficienti per dare un'accoglienza dignitosa che rappresenta un servizio per il richiedente asilo ma anche per la società". E che spesi male, come è stato fatto, "fanno sì che al richiedente asilo arrivino servizi di basso livello, creano conflittualità all'interno del pezzo di società che lo accoglie e creano vantaggi politici e proventi illeciti per molti altri, come è successo a Roma".
"È nell'interesse di tutti - conclude quindi Fachile - Spendere bene i soldi che sono finalizzati all'accoglienza dei richiedenti asilo".


Ascolta l'intervista a Salvatore Fachile

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