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Maestre in corteo: "Non c'è amore per il nostro lavoro"

La mobilitazione promossa dall'Adi, che si riunisce in assemblea alle 15.30.


di Andrea Perolino
Categorie: Lavoro, Istruzione
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"Mortificati da quattro anni dalla giunta Merola". Gli insegnanti di nidi e materne oggi si riuniscono in assemblea e daranno vita ad un corteo per chiedere più attenzione verso il mondo della scuola. Diversi gli attriti con l'amministrazione, colpevole di non aver saputo valorizzare il lavoro delle maestre comunali.

Le maestre di nidi e materne comunali di Bologna hanno sete. Sete di vedere riconosciuto il proprio valore e impegno nel mondo della scuola. Per questo motivo, oggi pomeriggio, scenderanno in piazza per una manifestazione pacifica, armate soltanto di bottigliette vuote e cuoricini: "abbiamo sete di sentire da chi amministra la città amore per il nostro servizio", spiega Elena Foresti. Un amore non pervenuto da parte della attuale giunta e del sindaco Virginio Merola. A promuovere l'iniziativa è l'Adi, l'associazione dei docenti italiani, che nel pomeriggio si riunirà in assemblea prima di dare vita al corteo in Piazza Maggiore. "Non vuole essere una protesta, ma va da sé che rivendichiamo una maggiore attenzione verso il nostro mondo, non solo nei nostri confronti, ma anche verso i bambini e i genitori".

Nel corso del suo mandato, Merola si è più volte trovato a fare i conti con il malcontento delle maestre delle scuole dell'infanzia: l'opposizione al passaggio all'Asp dei servizi educativi, la contrarietà alla nascita dell'Istituzione scuola, o all'inquadramento contrattuale per le ultime assunzioni. Elena Foresti, una delle maestre che oggi darà vita alla manifestazione, racconta poi quanto accaduto con il concorso: "è stato superato da 155 insegnanti appartenenti sia alla graduatoria permanente che a quella straordinaria utilizzata per le supplenze brevi. Abbiamo saputo che chi era inserito nella graduatoria permanente e non ha superato il concorso è completamente fuori - spiega Foresti - Mentre chi non lo ha superato nella graduatoria straordinaria rimane comunque in servizio per le supplenze. Questa è un'assurdità, le nostre insegnanti precarie che hanno sempre dato continuità didattica nelle nostre scuole si vedono finita la loro carriera".

Tanti dunque i motivi che oggi spingono in piazza le maestre. Il filo conduttore che ha attraversato il mandato della giunta Merola, secondo le insegnanti, resta quello di una scarsa attenzione per il ruolo che svolgono quotidianamente: "Vogliamo trasmettere a Bologna la nostra passione e il nostro amore, avremo tanti cuoricini e bottigliette vuote - fa sapere Foresti - Sarà una manifestazione gioiosa per fare arrivare il messaggio che amiamo il nostro lavoro e lo vogliamo fare al meglio".


Ascolta l'intervista a Elena Foresti

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