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MaceroNo: resistenza culturale al turbocapitalismo in letteratura

Il progetto che salva i libri delle case editrici indipendenti dalla distruzione.


di Alessandro Canella
Categorie: Società
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Il logo della campagna disegnato da Zerocalcare

Non è solo il caso "Mondazzoli" a rappresentare un problema per la bibliodiversità. L'omologazione del pensiero e della cultura si annida già nei meccanismi del mercato librario, contro cui lotta il progetto "Macero No". Un gruppo di case editrici indipendenti punta a salvare dalla distruzione le pubblicazioni che rischiano di sparire a causa del consumo culturare frenetico e turbocapitalista. L'iniziativa da oggi a domenica ad Imola.

Quando Mondadori annunciò l'acquisizione di Rizzoli, il mondo della cultura letteraria, specialmente quello indipendente, manifestò tutta la sua preoccupazione per il monopolio che andava creandosi. Un solo gruppo editoriale che controlla il 40% del mercato, percentuale che sale al 70% per quanto riguarda i tascabili, rappresenta non solo un problema per la sopravvivenza economica di piccoli editori, ma anche un rischio concreto di omologazione della cultura italiana, con la scomparsa della "bibliodiversità".

Il caso "Mondazzoli" , però, è solo l'apice di un percorso iniziato già da molti anni e che attiene al mercato librario italiano (e non solo), dove i ritmi di pubblicazione dei grandi gruppi editoriali e l'organizzazione distributiva, strutturata sempre più in grandi catene di bookshop, penalizzano enormemente le piccole case editrici indipendenti, non adatte a competere sulla quantità e sulla velocità.
La frenetica cultura "mordi e fuggi" del turbocapitalismo, quindi, ha investito anche un settore, quello culturale, dove i tempi erano per tradizione dilatati e dove ad essere premiata doveva essere la qualità.

Da questi presupposti nasce il progetto "Macero No ", nato nel 2014 dalle riflessioni di alcune case editrici indipendenti, come DeriveApprodi, Alegre edizioni ed Elèuthera, che insieme hanno sentito la necessità di dotarsi di uno strumento per criticare la condizione attuale del sistema editoriale italiano.
"L'obsolescenza del libro - si legge nel manifesto del progetto - è così rapida che dopo qualche mese, ed è già una previsione ottimistica, il libro scompare completamente dagli scaffali: viene mandato in resa all'editore per far posto a una nuova ondata di merci dei grandi gruppi". Ciò comporta che la visibilità degli editori che non fanno parte di questi gruppi diminuisca vertiginosamente e che lo spazio per la cultura critica diventi sempre più esiguo.

Per molti editori non c'è quindi altra soluzione che mandare al macero tutte le giacenze e consegnare centinaia di titoli, migliaia di libri frutto di tantissimo lavoro, all'oblio. Il progetto, dunque, nasce proprio per contrastare questa tendenza ed arrestare questo meccanismo di impoverimento delle intelligenze collettive, salvare i libri, e il loro contenuto critico e di qualità, dall’oblio del macero.
Così, i libri invenduti tornano in circolazione al prezzo di 4 euro, di cui due tornano all'editore, uno alla cooperativa che gestisce la campagna ed uno agli organizzatori dell'evento in cui avviene la vendita.
In questo senso va l'iniziativa organizzata per oggi, domani e domenica 1 novembre a Imola, presso il centro sociale Brigata 36. Tra le iniziative culturali e i concerti, ogni giorno ci sarà un banchetto dei libri della campagna Macero No.


Ascolta l'intervista a Mattia Tombolini, portavoce della campagna.

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