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M5S vs stampa, la neo-consigliera: "Parliamone"

Il dibattito dopo gli insulti del M5S ai giornalisti.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Società
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Dopo gli insulti rivolti dal M5S e dallo stesso Beppe Grillo alla categoria dei giornalisti, la neo-eletta consigliera nazionale all'Ordine dei Giornalisti, Antonella Cardone, lancia un appello al dialogo. "Verso i grillini normale controllo democratico. Ma in Italia non abbiamo editori puri e le famiglie potenti occupano le testate".

Secondo Beppe Grillo e il M5S i giornalisti entrano a pieno titolo nella casta. Quella sostenuta dai grillini non è un'idea recente: già prima dell'impegno politico diretto, dal blog del comico genovese erano partite critiche e insulti nei confronti della categoria.
Negli ultimi giorni, però, abbiamo assistito ad un'escalation di insulti e gesti plateali da parte di Beppe Grillo e di altri esponenti del movimento, al punto da diventare un caso nazionale.
Beppe Grillo ha ragione? I giornalisti sono tutti servi dei potenti? La stampa italiana dedica la stessa attenzione rivolta al M5S anche a chi compone la maggioranza di governo? Quali sono i mali della categoria?
Tutte domande che abbiamo rivolto ad Antonella Cardone, giornalista e neo-consigliera nazionale dell'Ordine per Free Ccp (Coordinamento Giornalisti Collaboratori Precari e Freelance).

"Capisco che i grillini possano infastidirsi - osserva Cardone - ma quello che i giornalisti svolgono nei loro confronti è un semplice controllo democratico". Secondo la consigliera, infatti, ora che il Movimento ha assunto ruoli di potere, è normale e giusto che la stampa ne segua da vicino i movimenti, nè più nè meno di ciò che avviene con gli altri partiti.
"Quest'odio nei confronti dei giornalisti - ironizza Cardone - ci dice che i grillini hanno fatto presto a prendere le abitudini degli altri politici".
La giornalista, però, riconosce i problemi della categoria, come l'ingente presenza di famiglie potenti all'interno delle redazioni o la quasi totale assenza di editori puri nel nostro Paese, ma legati a potentati economici e politici.

Di qui l'appello ai parlamentari del M5S: "Voi volete proporre un modello nuovo di politica, noi un modello nuovo di giornalismo. Vediamoci, sediamoci attorno ad un tavolo e discutiamo".
Una richiesta di confronto che tiene in considerazione la storica avversione della politica nei confronti della stampa, ma che secondo Cardone è ancor più forte in questo Parlamento. "Se siamo agli ultimi posti nella classifica sulla libertà di stampa c'è un motivo. In Italia abbiamo le leggi più liberticide nei confronti dei giornalisti".
E allora come fare a migliorare la situazione? "Occorre partire da noi trentenni - sostiene Cardone - Siamo tanti e possiamo rappresentare qualcosa di nuovo. Tieniamo la schiena dritta, non svendiamo la nostra professionalità e riprendiamoci il mondo che ci hanno lasciato in pessime condizioni".


Ascolta l'intervista ad Antonella Cardone

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