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Si conclude con una netta vittoria la vicenda di Luca Fiorini, delegato della Cgil presso la Basell licenziato nel corso delle trattative circa un mese fa. Il tribunale di Ferrara ha accolto il ricorso, sancendo la natura antisindacale del licenziamento, mirato a “far cessare l’attività sindacale svolta da Luca Fiorini”.

Luca Fiorini, delegato della Cgil licenziato dalla Basell nel corso delle trattative sindacali sarà reintegrato. A sancirlo è stato il giudice Alessandro D’ancora, che ha condannato la multinazionale per comportamento antisindacale. Una vittoria importante che giunge al termine di un mese di lotta sindacale, come racconta il segretario generale della Cgil Emilia Romagna Vincenzo Colla: “C’è stata un’azione sindacale netta rispetto a un comportamento antisindacale, che ha visto una reazione unitaria dei lavoratori e si è conclusa con una sentenza molto netta, che oltre a condannare l’azienda all’immediato reintegro chiarisce la realtà dei fatti: l’atto dell’azienda ha modificato i poteri contrattuali e democratici nell’ambito della gestione della contrattazione sindacale che è prevista dallo statuto e dalla costituzione“.

Alla soddisfazione per questa importante vittoria in tribunale, si unisce però la preoccupazione per le conseguenze del Jobs Act, che rischia in futuro di compromettere situazioni simili a causa dell’eliminazione dell’articolo 18.
Se abbiamo vinto è stato grazie alla presenza dell’articolo 18 – spiega infatti Vincenzo Colla – che da la possibilità al giudice di stabilire il reintegro. Tuttavia questo non sarà più possibile a causa del Jobs Act, ed è per questo che abbiamo dato il via ad una grande campagna per la tutela dei diritti dei lavoratori, che in questo contesto dimostra la propria importanza”.

Quello di Luca Fiorini non è l’unico caso. Qualche giorno fa era stato reintegrato, grazie all’accordo tra la Metalcastello di Castel di Casio e la Fiom, un altro delegato licenziato: Abdalla Elhag Ali Mohamed. Infine, proprio oggi si tiene la prima udienza legata al caso di un terzo delegato licenziato dalla Oam di Pianoro.
“Spero che l’operazione Jobs Act – commenta Vincenzo Colla – non abbia creato un clima che porta le aziende a pensare di avere il diritto di gestire come e quando vuole la filiera dei diritti. Questo per noi sarebbe inaccettabile, perchè un’impresa funziona se c’è un sistema pubblico, sociale e culturale attorno che non riconosce solo l’impresa, ma anche il fatto che il lavoro è fondamentale per la crescita democratica di questo Paese”.

Anna Uras