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Lotta all'Is, il giallo dei bombardamenti italiani

Raid annunciati dal Corsera e parzialmente smentiti dalla difesa. Vignarca: si voglioni evitare tagli alla difesa.


di Alessandro Albana
Categorie: Politica, Esteri
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I tornado italiani sarebbero pronti a bombardare lo Stato Islamico in Iraq. L'indiscrezione arriva questa mattina dal Corriere, seguita dalla parziale smentita del ministero della Difesa. "Solo ipotesi - comunica il ministero - Le decisioni devono passare dal Parlamento". L'anticipazione del Corriere arriva poco dopo l'annuncio di un taglio del 3% al budget della difesa. Per Francesco Vignarca, della Rete Italiana per il Disarmo, le indiscrezioni di oggi rispondo al tentativo di evitare i tagli.

L'anticipazione è di quelle che scottanto, e arriva in un momento non casuale. I tornado italiani, rivela infatti il Corriere, avrebbero il mandato per bombardare le postazioni del gruppo Stato Islamico in Iraq. Tutto pronto e a portata di mano, secondo il quotidiano. "Non è detto che per attuare le nuove regole di ingaggio dei nostri Tornado - scrive infatti Franco Venturini sul sito del Corsera -  Si renda necessario un voto in Parlamento".

La smentita, seppure parziale, arriva direttamente dal ministero della Difesa, che con su Twitter precisa che quelle del Corriere sarebbero "solo ipotesi da valutare con alleati. Decisioni devono passare dal Parlamento". Insomma: se ne può discutere (e forse lo si fa già), ma il passaggio parlamentare non è un'optonal.
Del resto gli aerei e il personale italiano che secondo le indiscrezioni di questa mattina verrebbero impiegati nei bombardamenti, sono già impegnati in una missione di contrasto allo Stato Islamico, con regole di ingaggio approvate dal Parlamento. A spiegarlo è Francesco Vignarca della Rete Italiana per il Disarmo: "La missione in cui sono coinvolti questi nostri aerei, così come il dispiegamento degli addestratori in Iraq - dice Vignarca ai nostri microfoni - È stata votata qualche mese fa dal Parlamento con una ben chiara delimitazione. Qualunque volontà di andare oltrte quel mandato dovrebbe portare a una decisione esplicita supportata da governo e Parlamento".

Se l'anticipazione, come detto, è di quelle che scottano, il momento in cui arriva non è da meno. Come rivela lo stesso Vignarca sul suo sito, "Non più tardi di ieri è stato il sito web di Repubblica a rilanciare l’intenzione (secondo indiscrezioni) del ministro Padoan di effettuare un taglio del 3% (circa 480 milioni) nel budget della Difesa". Inoltre, chiarisce Vignarca, "Si sta discutendo il Def e a breve verrà presentato il Bilancio". La vera ragion d'essere di queste indiscrezioni, dunque, sarebbe quella di "mettere di fronte al fatto compiuto il ministero dell'Economia: come si potrebbe infatti giustificare un taglio di risorse alla difesa proprio nel momento in cui, quantomeno a parole, si vuole combattere il terrorismo".
A fare da contorno c'è poi la visita di due giorni in Italia (iniziata oggi) del segretario alla difesa USA Ashton Carter. E quindi un ruolo più attivo del nostro Paese nella Coalizione Internazionale strizzerebbe l'occhiolino a Washington.

Vale forse la pena ricordare che le anticipazioni di questa mattina non arrivano da fonti governative, ma da un quotidiano. Il Corsera non ha, fino a questo momento, smentito quanto detto. Anzi, l'articolo di Venturini rivendica come "la presenza dell’Italia nella coalizione compie così un salto di qualità che il Corriere aveva auspicato il 9 e poi ancora il 28 settembre scorsi, ritenendo che il nostro Paese dovesse assumersi responsabilità maggiori della semplice ricognizione in quella che è ormai una guerra in piena regola contro i tagliagole dell’Isis".


Ascolta l'intervista a Francesco Vignarca
Tags: Guerra, Usa, Iraq, Isis

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