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Logistica, studenti e riders: il Black Friday si trasforma in Strike Friday

Gli scioperi di lavoratori e studenti nel giorno dello shopping compulsivo.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Da un lato gli studenti che tornano in piazza contro l'Alternanza Scuola Lavoro, dall'altro i lavoratori di Amazon, fino all'iniziativa di sensibilizzazione di Riders Union Bologna. Il Black Friday, la giornata dello shopping compulsivo consacrata al commercio, si trasforma nello #StrikeFriday, il giorno in cui i lavoratori più sfruttati alzano la testa. L'intervista ad un rider bolognese.

Mentre tutti i quotidiani mainstream diffondono coupon e informazioni su come partecipare al Black Friday, la giornata di saldi e shopping compulsivo che abbiamo importato dagli Stati Uniti, c'è un'altra Italia che si è mossa e che ha deciso di non immolarsi più sull'altare del commercio.
Del resto, proprio i settori del commercio e della logistica, in particolare con le nuove forme di acquisto online e consegne a domicilio (il cosiddetto delivery) sono quelli in cui si annida il maggiore sfruttamento.

A trasformare questa giornata in Strike Friday, il venerdì dello sciopero, sono da un lato i lavoratori di Amazon, la piattaforma di shopping online, che ha uno stabilimento a Piacenza. Come già raccontavamo, l'idea di scioperare proprio durante il Black Friday rappresenta una scelta coraggiosa.
La multinazionale ha tentato di minimizzare la portata dell'agitazione, diffondendo dati sull'adesione allo sciopero che non trovano riscontro con quelli forniti dai sindacati: 10% contro un 50% solo a metà mattina.

Se in un primo momento, inoltre, l'agitazione è stata proclamata solo da chi è regolarmente assunto, nella giornata di ieri hanno aderito anche gli interinali, cui non è garantito il diritto di sciopero.
Proprio questa potrebbe essere la ragione di un'eventuale scarsa adesione dei lavoratori più precari, la cui assenza potrebbe compromettere il posto di lavoro stesso.

Ad incrociare le braccia, sempre nella giornata di oggi, sono stati gli studenti medi, che sono scesi in piazza per la seconda volta contro l'Alternanza Scuola Lavoro, la norma contenuta nella riforma della scuola che li obbliga a frequentare stage in azienda, che in alcuni casi si sono trasformati in vero e proprio sfruttamento della manodopera minorile e gratuita da parte delle aziende che ne beneficiano.

A Bologna, inoltre, oggi Riders Union Bologna, il gruppo di riders (o fattorini, che dir si voglia) che lavorano per le piattaforme di delivery, ha indetto un flash mob per sensibilizzare la cittadinanza sulle condizioni di lavoro che sono costretti a subire.
"Siamo inquadrati come collaboratori, anche se siamo dipendenti a tutti gli effetti - spiega uno dei riders ai nostri microfoni - Non abbiamo una copertura assicurativa, per cui se ci facciamo male in strada dobbiamo arrangiarci. Non abbiamo diritto a ferie, malattia, indennità per il lavoro festivo. Inoltre, è un algoritmo a calcolare quanto lavoreremo settimana per settimana".

I fattorini di Riders Union Bologna, dopo la protesta spontanea in occasione della nevicata di due lunedì fa, cominciano a formare un vero e proprio gruppo, che ha intenzione di lanciare una campagna di comunicazione sulle loro condizioni. Lungo questa strada hanno già ottenuto solidarietà e vicinanza dai clienti stessi delle piattaforme di delivery, che potrebbero essere utili alleati nella battaglia per il riconoscimento dei diritti.

ASCOLTA L'INTERVISTA AL FATTORINO DI RIDERS UNION BOLOGNA:

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