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Lo strano caso dei presìdi reazionari

Lo strano fenomeno di manifestazioni fatte per negare diritti.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Da qualche tempo anche a Bologna si registra lo strano fenomeno di manifestazioni che, invece di rivendicare diritti, puntano a negarli. L'analisi sulle idee reazionarie delle preghiere anti-abortiste davanti agli ospedali e dei sit-in anti-gay delle Sentinelle in Piedi.

Che manifestare le proprie idee sia un diritto per tutti è sacrosanto. Lo dice la Costituzione, lo dicono le dichiarazioni universali, lo dice il buon senso di ogni cittadino democratico.
Manifestano i lavoratori che rivendicano condizioni migliori, manifestano gli studenti che pretendono una scuola dignitosa, manifestano i migranti contro lo sfruttamento e il razzismo, manifestano i cittadini che si oppongono allo scempio di grandi opere inutili.
Solitamente le maggioranze silenziose non scendono in piazza, standosene comodamente a casa a godere dei propri privilegi.

Da un po', però, in Italia ed anche a Bologna possiamo osservare uno strano fenomeno. Se solitamente si dà vita a presìdi e cortei per ottenere diritti negati, negli ultimi tempi assistiamo a sit-in organizzati per negare diritti.
Una cosa alquanto curiosa e nella maggior parte dei casi priva di qualsiasi peso politico, se non fosse che questo fenomeno fa assumere alla manifestazione un connato e degli obiettivi diversi.
Non sono più, infatti, le richieste e le rivendicazioni al centro delle proteste, ma lo scopo è diventato la provocazione e l'ostentazione di posizioni reazionarie.

I casi più eclatanti che hanno coinvolto la nostra città sono due: le preghiere antiabortiste davanti agli ospedali pubblici, in particolare al Sant'Orsola, e le "letture" anti-gay del cosiddetto movimento delle Sentinelle in piedi. Sedicenti movimenti per la vita da un lato e associazioni integraliste con forti legami con la destra neofascista dall'altro, hanno fatto la comparsa anche sotto le Due Torri, terra che è passata alla storia per lotte e manifestazioni di ben altra natura.

Nel primo caso, con la scusa di ritrovarsi a pregare, gli integralisti cattolici tentano di esercitare pressioni e far provare sensi di colpa alle donne che si recano in ospedale per l'interruzione volontaria di gravidanza. Dietro l'aspetto mite di fedeli pronti a prestare aiuto, anche economico, alle donne che dovessero desistere dall'abortire, si vuole minare un diritto sancito da una legge, la 194, confermata con la vittoria ad un referendum democratico.

A denunciare la presenza e le provocazioni di questo gruppo sono stati sindacati come la Cgil e gruppi femministi come le Mujeres Libres, che spesso hanno dato vita a contropresìdi.
Il punto è che le contro-manifestazioni non sono bastate a far desistere i pervicaci integralisti religiosi e le Istituzioni sembrano avere pochi strumenti per contrastare il fenomeno. Anche se in taluni casi gli anti-abortisti si sono spinti fin dentro agli ospedali, è sufficiente che si mettano a poca distanza dall'accesso per rendere difficile il loro allontanamento da parte dell'Amministrazione comunale o dell'Azienda sanitaria.

Molto astute sono anche le manifestazioni delle "Sentinelle in Piedi" che, come dice il nome stesso, manifestano ferme, in silenzio e con un libro in mano il loro dissenso ai diritti gay.
Per capire quanto la loro provocazione sia studiata a tavolino, basti leggere come si appellano preventivamente ad una generica "libertà di espressione", utilizzata in modo vittimistico per sostenere posizioni reazionarie, basate sulla convinzione di difendere “la libertà di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli”, o definendo l'omosessuale come colui che "vuole distruggere l’uomo e la civiltà”.

Una prima manifestazione di questo movimento si è svolta l'estate scorsa in piazza Re Enzo, mentre tenteranno di replicare domenica prossima, 5 ottobre, in piazza San Francesco.
In questo caso sarà Rifondazione Comunista a dar vita ad un contropresidio, per affermare il rispetto della diversità e il rifiuto di omofobia e fascismo.
Posizioni simili a quelle delle Sentinelle in Piedi sono già state oggetto di campagne satiriche del movimento lgbtq su internet, con la creatività e la giocosità che spesso contraddistingue la comunicazione delle comunità gay. In uno di questi messaggi, ad esempio, si legge: "Se gli omosessuali non possono sposarsi perché va contro la tua religione, tu non puoi mangiare i biscotti perché io sono a dieta".


L'intervista a Claudia Candeloro di Rifondazione Comunista

L'intervista a Valentina delle Mujeres Libres

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